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Menzogna o verità

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

«Menzogna o verità?
Chi può dire se l’amore,
più dall’una o dall’altra si disseti?
Se menzogna non allieti
il cuore più di tante verità?
e se con parole assennate
non mascheri l’altra un errore?».

Chiede l’amore parole
false o vere? Rispondono sguardi
che se veri hanno fuoco,
hanno l’ansia di piacere, se falsi
hanno solo vanità.

Trema nei veri il cuore,
mentre non hanno incanto
i falsi e con sospetto
guardano; se nei veri
sincero è il desiderio, poco ardore
è nei falsi che non suscitano affanno.

Sogno

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

OGNO Camminavi in un viale di platani,
ali i piedi in mezzo all’ocra delle foglie,
nel pensiero tumulto e tempesta
tu eri, nel sangue bruciavi
come sole inclemente in un tramonto
di bronzo e d’oro, fuggivi e non potevo
tenerti; eri spuma, vertigine marina.

Da una scala di tenebra e di sogno
scendevi (io nel sogno ero ambra
sui tuoi capelli ansia nei passi) e timo-
rosa tu venivi nel cuore della notte
(io teso t’aspettavo come l’agonia
del millennio): ti presi, ti effondesti
nel mio sangue, eri bruma mattutina.

La buia stanza fioriva in foglie timo
e rosa di luce e i nostri volti
non oppressi più dal buio e dal sonno
si aprivano al mondo e nel compiuto
desiderio si schiudeva una rosa
nera e fina insaziata sul lino,
io cupo spasimo ero ma tu viva spina.

Luce nuova

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Chiudi gli occhi, non guardare
la fredda superficie delle cose
dove solo si rivela un mondo
di misere apparenze, un mondo
di voglie banali che non sa
né conosce cos’è il desiderio.
Dimentica che ti hanno insegnato
a vedere, chiudi gli occhi
e guarda in te, donna distesa
al sole, riflessa nella luce.

Nel buio dello sguardo troverai
quel che hai dimenticato.
Indaga, cerca in te, nel buio
fervido dell’anima, una luce
nuova…
Cercami! Sono io,
io, non mi vedi? quel punto radiante
amore nel cerchio della tua vita,
io, costretto a possederti
solo con le parole con la nuda
fantasia ma senza il tormento
di scivolare arreso nella morte.

Esorcismo

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Provo ad esorcizzare la tua assenza
col ricordo il ricordo col rimpianto
ma il rimpianto ravviva il desiderio
che più punge più accresce il dolore
di averti perduta. Così ti perdo
due volte e perdendoti mi perdo
perché non ho pace e mi danno
dannandoti, donandoti in quest’ora
amara il mio corpo e la sua ombra
il mio sangue in lacrime e in versi
sciolto, in queste parole di rimpianto.
Piango i persi giorni foglie del tempo
che un vortice (tuo sguardo)
strappò dal ramo spoglio della vita
per farne dono alla tua libertà
perché tu ne eri degna, tu sola,
mia pena inespiabile e segreta.

Se non è stato solamente un sogno

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Se non è stato solamente un sogno
chinarmi sul tuo corpo, sulle tue labbra,
io con tutta la forza del mio desiderio
ora ancora ti stringo e ti possiedo,
felice tu d’essere stretta e posseduta,
perché possederti anche quando, lontana,
solo mi pensi è la grazia che l’amore
ti dà ogni giorno, rinnova ogni notte.

Quartine di morte e di vita

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

1.
vivere senza vita
morire senza morte
questa è la mia sconfitta
e sarà la mia sorte

2.
morire nella vita
vivere nella morte
se con te avessi vita
nuova non avrei morte

3.
ma con te non ho vita
nuova rimane morte
morte d’arida vita
vita d’inerte morte

4.
oh mia vita mia morte
ho finito le scorte
d’amore e non ho vita
da offrirti che smarrita

5.
oh tu mia vita morta
vita stanca e perduta
la vita che era sorta
ora morte l’ha avuta

6.
nella mia morta notte
oh mia notte di vita
ora notte di morte
si è spenta la mia vita

7.
vita perduta e sola
abbandonata vita
nemmeno la parola
potrà ridarti vita

8.
morte che vivi in me
perché vita è passata
l’amore ora non c’è
ma tu mi sei legata

9.
tigre affamata morte
divori amore e vita
il tuo artiglio di morte
recide la mia vita

10.
vita di morte guasta
solo morte ha la vita
poca che m’è rimasta
presto sarà finita

Lo sguardo

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Che sguardo tuo m’incise
dentro la prima volta? Che parola,
appena pronunciata, il sortilegio
che mi vinse? M’accecano
occhi che non mi stanco di guardare.
Mi ferisce d’amore la tua mano.

Tu non esisti

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Tu non esisti. Perché non ti vedo.
Questo dicono gli occhi, ma le mani
e le labbra ricordano tenere prove.
Sei vera e vieni e mi liberi dal dubbio
della tua inesistenza, liberandomi
così dal mio patire. A occhi chiusi
ti vedo e la voce, palpabile e densa,
combatte i miei dubbi per affermare
finalmente che esisti, che il patire
e il piacere mi accolsero e trattennero
redimendo col tatto anche il silenzio.

Amami

Juan Ruiz

 

Juan Ruiz

 

Amami come sai, con l’ansia del possesso
col brivido dell’unghia,
nella carne nell’ansimo nell’urto
dei corpi nel gemito nell’umida penombra
del tuo estuario e del nostro abbandono.
Regalami un’ora o una vita
che sia eterna.