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Nostalgia del mare

Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez

Quanto dolore,
bellezza!
L’odio accende fuochi di passione
sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,
delle coste del mare; grida all’erta
di fiamma bianca e verde,
sulle grida di fiamme
dei sogni, che, come nei sogni,
non si sa, in verità, se furono…
E sono quelli ancor mal desti
che brutta espressione, che freddo!
contro quelli ancor mal addormentati
che brivido, che espressione ancor più brutta!
E la morte si unisce con la vita
inaspettatamente, qua e là, come in bagliori
di cento colori tragici ed acuti;
si unisce con il sogno,
che preferisce morire anzichè svegliarsi.
si unisce con il sogno.
Comincia a far giorno rosso e bianco.
Coste che fumano, nel primo sole,
per quelli che vivono ancora!

Spazio

Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez

La tua forma si sfece. Sfacesti la tua forma.
Ma la coscienza tua resta diffusa, uguale, grande, immensa,
nella totalità.
E ti sentiamo
tutt’intorno, nell’atmosfera piena
di te, il tuo tu più grande.
Ci guardi
dal tutto, ci inabissi,
amica, in te, dal tutto, come in un vasto cielo,
un grande amore,
o un mare.

L’agnello belava dolcemente

Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez

L’agnello belava dolcemente.
L’asino, tenero, si rallegrava
in un caldo richiamo.
Il cane latrava,
quasi parlando alle stelle…;
Mi destai. Uscii. Vidi come
celesti nel suolo
fiorito
come un cielo
capovolto.
Un alito tiepido e dolce
velava il bosco;
la luna andava declinando
in un tramonto d’oro e di seta,
che sembrava un ambito divino… ;
Il mio petto palpitava,
come se il cuore avesse avuto vino… ;
Aprii la stalla per vedere se
era lì.
C’era!

Io non sono io

Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez

Io non sono io
Sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.

A Dante

Juan Ramón Jiménez

Juan Ramón Jiménez

…Allegro sì, che appena il conscià…
DANTE
Il tuo
sonetto,
come una donna nuda e casta,
accogliendomi sulle sue gambe pure,
mi abbracciò con le sue braccia celestiali.
Sognai, poi,
con lui, con lei.
Era una fontana
con due zampilli ad arco su una prima vasca, che poi li versava,
fini, in altre due…