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Algeri

Jean Senac

Jean Senac

Il mio paese sorride ai turisti
Algeri la Bianca riposa in pace
vanno e vengono i carri di polizia
la lebbra del cuore è ben difesa

Chi dunque griderà
il miele amaro degli alveari
i corpi all’addiaccio
i poveri che barano col freddo

Bella pelle di arancia dolce
e denti di fresco mattino

la miseria inganna
non fidatevi di tanta bellezza

Qui si muore in silenzio
senza orma sotto il sole.

E ora canteremo l’amore

Jean Senac

Jean Senac

E ora canteremo l’amore
perché non c’è Rivoluzione senza Amore
né mattino senza sorriso.
La bellezza sulle nostre labbra è un canto eterno.
E’ ora di cantare il corpo senza fine rinnovato della donna,
la mano dell’amico,
il profilo come uno scritto sullo spazio
di tutte queste viandanti e di questi viandanti
che danno al nostro cammino la sua vera luce,
al nostro cuore il suo slancio.