Archivi categoria: Gwendolyn Brooks

La donna vuota

Gwendolyn Brooks

Gwendolyn Brooks

La donna vuota offriva giocattoli!
In casa le sue sorelle
Avevano bambini e bambine.
La donna vuota indossava cappelli.
Con piume. Pettini imperlati
In chiome ondulate. Corteggiava gatti
E piccioni. Faceva la spesa.
Con diligenza aqcuistava balocchi per
Nipotini e nipotine. E caramelle,
Preparava il popcorn e odiava le sorelle, non
Avevano né piume né permanenti ma sapevano
Guarire il vaiolo, pulire nasi, svuotare vesciche
Sapevano ignorare ogni giorno le pettegole
E quei ragazzi soldati, e tutto il giorno
Dicevano “Dio mio!” – stanche di permanenti
E di gambe grosse e di muscoli esposti e di
Sacchi da scuola anneriti e di babushke e di
Calze bucate, e di parrucche splendenti e boriose.

La madre

Gwendolyn Brooks

Gwendolyn Brooks

Gli aborti non ti permettono di dimenticare.
Tu ricordi i bambini
che hai concepito ma non hai accolto,
le piccole teste, bagnate con pochi (o nessun) capello,
i cantanti e gli operai
che non hanno mai assaporato l’aria.
Questi, mai li trascurerai, mai li maltratterai,
mai li farai tacere né li comprerai con una caramella,
mai metterai nelle loro bocche i pollici
né caccerai via i fantasmi che vengono nella notte.
Mai li lascerai, tenendo dentro il tuo sospiro assetato di loro
mai tornerai affamata di vederli, mangiandoteli con gli occhi.
Io ho sentito nelle voci del vento le voci
dei miei oscuri figli uccisi.
Mi sono contratta. Ho consolato
i miei cari oscuri sui seni che loro non hanno mai potuto succhiare.
Ho detto, Dolci, se ho peccato, se ho rubato la vostra fortuna
e le vostre vite dal vostro protendervi senza raggiungere,
se ho rubato le vostre nascite e i vostri nomi,
le vostre lacrime di neonato e i vostri giochi,
i vostri amori belli o difficili, i vostri tumulti,
i vostri matrimoni, dolori, e le vostre morti,
se ho avvelenato l’inizio dei vostri respiri
Credetemi che anche nella mia intenzionalità
non sono stata intenzionale.
Ma perché devo lamentarmi,
lamentarmi che il crimine fosse stato di qualcun altro
e non mio?
Giacché comunque siete morti,
anzi, non siete stati creati.
Però anche detto così temo che sia sbagliato.
Oh, cosa dirò, come si può dire la verità?
Voi siete nati, avete avuto un corpo, siete morti.
Solo che non avete mai riso ne programmato ne pianto.
Credetemi, vi ho amato tutti.
Credetemi, anche se per poco, vi ho conosciuti, e vi ho amati
……vi ho amati tutti.