Archivi categoria: Giancarlo Majorino

Primo canto

Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino

luna più della luna in cielo stava
sull’intero ma poco guardata poco
in postazione cellule tuttora silenziose
dove con fluiscono si flettono e si abbandonano
sinergie svaganti
e sì riprendono
macchie interne o vichi foreste o avi bestia
ma la potenza dello spazio tempato
ha la meglio, crèdimi credètemi
luna più della luna in cielo stava
non ci si può togliere da un piangere, non
ci si può togliere da un piangere da un ridere
e i lumi si smagriscono, si spengono
è la città indiretta
dove accucciati sleali si vestono e andiamo
luna più della luna in cielo stava
e sull’intero ma poco mirata poco
e non era bello ma era necessario lasciare l’ìo
lo sbriciolato incerottato coi cerotti a pezzi
allontanarsi dalle fiammelle grette
e volare a sogno volare introiettando bassi bassi
il cemento, remoto il confine dell’erba

Settantottesimo canto

Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino

le vere fiamme, quelle dei corpi trattenuti
il vento ostile proviene da oscurità immense sleali
insieme – si sono coalizzate le massicce forze dell’epoca
accelerativamente adesso, con inarrestabili (pare)
autarchiche autoconnesse mosse mortuarie
anche si tratta di rirendere cruciale la poesia

Sit-in

Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino

Ma c’era qualcuno, in quella folla di giovani
vibratili e prefiguranti la nuova brughiera,
così usciti dall’ ossessione d’eros, belle e belli,
uniti nel volere e nel recitare la Rivoluzione, ce
è triste scriverlo, c’era qualcuno, io,
che sbirciava cosce seni labbra, pare incredibile

da LA CAPITALE DEL NORD

Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino

o mia città vedo le porte gli archi
che un tempo limitavano il tuo cauto
intrecciarsi di case strade parchi
oggi spezzarti come una frontiera
o come una catena di pontili
congiungere le tue zone più vili
ai box del centro dove grandi banche
rivali o consociate in busta chiusa
dan vita o .morte in crediti d’usura
legate col cordone ombelicale
del capitale. e in loro trasformate
e quelle in queste ritmica simbiosi
le sedi razionali dell’industria
con l’asino alla mola e i nuovi impianti
la rapida salita – la .. discesa
più rapida – la sedia dei trent’anni
intorno curve, schiene di negozi
la Galleria col tronco fatto a croce
in fondo oltre la Scala la gran piazza
Cavour congestionata la questura .
la pietra dall’Angelicum trapassi
violenti e luminosi in via Manzoni
il tufo è ancora base ai grattacieli?
da LOTTE SECONDARIE

CONTORTO RITORNO AD ITACA, A CASA

Giancarlo Majorino

Giancarlo Majorino

Gagliardi conti la tua mania tessendo
Penelope cui non torna Ulisse detto Nessuno
rubandoti alla ditta contabile
di sé sparecchiato continua
lungo elenco di cifre dopocena
allegra e circondati come siamo
di figli non nati nell’inquieta
cucina certe inutili poppe che hai
senza i figlioli i fagioli
per giocare con la morte a tombola
ugualmente utili che hai
nel letto mi ricordo che cantavano
certe sirene dal visino aguzzo
che finivano in triangolo laggiù
e trentadue incisivi ora mentre giri
il fianco con i fori delle iniezioni.
da EQUILIBRIO IN PEZZI