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Quando sarai tornata

Ernesto Calzavara

Quando sarai tornata
in questa casa dei vecchi
dopo che sarò partito
e aprirai le finestre
gli armadi, i cassettoni
e tante cose ne verranno fuori
le piccole cose
che abbiamo goduto insieme;
quando tornerai nel cortile dietro casa
e vicino alla porta di cucina
verranno di nuovo i gatti, le donne a cucire
e verranno a giocare sulla pietra
i figli dei bambini
che abbiamo conosciuto insieme
e fuori nel boschetto
altri nidi di merli
si nasconderanno tra in rami dei noccioli;
quando tornerai a guardare questi alberi
che si allungano sempre di più
questa erba che non smette mai di crescere dappertutto
ti sembrerà di sentire di notte
camminare sulla ghiaietta del giardino.
Non lasciarmi fuori al freddo.
Avrò qualcosa da dirti
o forse, tacerò.
da COME SE. INFRALOGIE

Parole mate

Ernesto Calzavara

Rame che rema che respira de ua roza
rama remo rime roma ruma
totami dapartuto che casca
sul colo dea morte dai reclini de rame
E mi serco mi vago non so par dove
par che razo’n no vedo no so
ma rovine rente rovine
rovinasi ore de sol
suaque nere che frize pescao’ri’ e pesi
in croze de po’
Marao’ri’ Rua Chicaribo
romai amori più romai resta
parole mate
restè no morir
no morime in man
restè reste parole

Parole nove

Ernesto Calzavara

«Dormono tutte le cause chiuse nei loro chiusi
e le teste mozze degli Archetipi a terra stanno»
Cusì ze sta dito in alto da quei che sa.
E noàltri cosa faremo?
Noàltri che no savémo lèzar né scrìvar
cosa diremo?
Balbetarémo nòve parole?
Chi ne darà in nòvi segni?
A B C D E …
come li metarémo insieme de no’vo?
No vegnarà nesùn a salvàrne de fòra via.
Ne tocarà a noàltri rangiàrse
rebaltàndose zo
rampegàndose su
de sto potzo dea vita.
Par vegnérghene fòra
da noàltri soli
par capir e capìrse.
«I fiori della solitudine»
quei che scrive i poeti
nesùn li agiutarà a sercàrli.
No i preti de le Ciéze
no i preti dei Studi
né quei del Governo
che oramài ze za a caza
ma i pòri cani
che se arabàta
noàltri li trovarémo.
E zveiarémo le Cause che dorme
par conto nostro e de tuti
e invidarémo le teste tagiàde
sui so còli driti
e ghe diremo a una a una
a una a una
PARLA

Parole nuove

Ernesto Calzavara

«Dormono tutte le cause chiuse nei loro chiusi
e le teste mozze degli Archetipi a terra stanno».
Così è stato detto in alto da quelli che sanno.
E noi cosa faremo?
Noi che non sappiamo leggere né scrivere
cosa diremo?
Balbetteremo parole nuove?
Chi ci darà in nuovi segni?
A B C D E …
come li metteremo di nuovo insieme?
Da fuori non verrà nessuno a salvarci.
Toccherà a noi arrangiarci
capitombolando
arrampicandoci
per i muri lisci
di questo pozzo della vita.
Per venircene fuori
da soli
per capire e capirci.
«I fiori della solitudine»
quelli che scrivono i poeti
nessuno li aiuterà a cercarli.
Non i preti delle Chiese
non i preti delle Università
né quelli del Governo
che ormai sono già a casa
ma i poveri cani
che si arrabattano
noialtri li troveremo.
E sveglieremo le Cause che dormono
per conto nostro e di tutti
e avviteremo le teste tagliate
sui loro colli diritti
e gli diremo a una a una
a una a una
PARLA.
da ANALFABETO

Parole senza senso

Ernesto Calzavara

Rami che remano che respirano di uva rosa
ramo remo rime roma ruma
rottami che cadono dappertutto
sul collo della morte dagli orecchini di rame
E io cerco io vado non so per dove
perché ragione non vedo non so
ma rovine vicino a rovine
macerie ore di sole
su acque nere che friggono pescatori e pesci
in croce di poi
Maraori Rua Chicaribo
ormai non più amori orami restano
parole senza senso
restate non morite
non moritemi in mano
restate restate parole

Bùtate drento

Ernesto Calzavara

Bùtate drento
dezvìda scata
scava scova sco’lta
sco’ndate scòdate strasìnate
drento.
Tra àlbaro pièra
piàvola bestia òmo
drento
fìcate drento
fòra no ghe ze gnénte.
Devénta tèra àlbaro pièra
parla coe parole sue
impara.
«Sunt animae rerum»
de più ancora
Sunt linguae rerum
sighi pianti tremiti
ridàe discorsi
pensièri rerum
sunt sunt.
Drento.
Devénta coscienza del saso.

Buttati dentro

Ernesto Calzavara

Buttati dentro
svita scatta
scava scova ascolta
nasconditi scuotiti trascinati
dentro.
Terra albero pietra
bambola bestia uomo
dentro
ficcati dentro
fuori non c’è niente.
Diventa terra albero pietra
parla con le loro parole
impara.
«Sunt animae rerum»
di più ancora
Sunt linguae rerum
grida pianti tremiti
risate discorsi
pensieri rerum
sunt sunt.
Dentro.
Diventa coscienza del sasso.
(versioni italiane di Elettra Bedon)