Archivi categoria: Else Lasker-Schüler

Il mio piano azzurro

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

A casa ho un piano azzurro,
Ma note non conosco.
Sta all’ombra della porta della cantina
Da quando il mondo è perduto.
Lo suonano quattro mani di stelle
– La Donnaluna cantava nella barca –
Ora danzano i ratti nel cigolio.
Rotta è la tastiera…
Io piango l’azzurra morta.
Ah, caro angelo, aprimi
– Il pane amaro ho mangiato –
Nonostante il divieto
A me viva la porta del cielo.

Il mio popolo

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

La roccia è fradicia
Da cui sgorgo
E i miei inni innalzo a Dio…
All’improvviso cado a precipizio dal corso
E fluisco in me
Lontano, sola sopra lamentosa pietra
Verso il mare.
Mi sono scorsa
Dal mosto-fermentato
Del mio sangue.
E ancora, ancora l’eco
In me,
Quando orribile verso oriente
La roccia d’ossa fradicie,
Il mio popolo,
Grida a Dio.

Io costeggio l’amore

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Io costeggio l’amore nella luce del mattino,
Da molto vivo dimenticata – nella poesia.
Tu una volta me l’hai detto.
Io so l’inizio –
Di me di più non so.
Però mi sono sentita singhiozzare nel canto.
Sorridevano propizi gli Immortali nel tuo volto,
Quando tu nell’amoroso salmo della nostra melodia
I popoli immergesti e poi portasti in alto.

L’ultima stella

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

L’ultima stella
Il mio argenteo guardare stilla nel vuoto,
Mai presagii che la vita fosse cava.
Sul mio raggio più leggero
Scivolo come su trame d’aria
Il tempo in cerchio, a palla,
Instancabile la danza mai danzò.
Freddo serpente scatta il fiato dei venti,
Colonne di pallidi anelli salgono
E crollano di nuovo.
Che cos’è la silenziosa voglia d’aria,
Questa oscillazione sotto di me,
Quando io mi giro sopra i fianchi del tempo.
Un lieve colore è il mio movimento
Ma mai baciò il fresco albeggiare,
Mai l’esultante fiorire di un mattino me.
Si avvicina il settimo giorno –
E la fine non è ancora creata.
Gocce su gocce finiscono
E si sfregano di nuovo,
Nelle profondità barcollano le acque
E si accalcano là e cadono a terra.
Selvagge, scintillanti ebbre-braccia
Schiumano e si perdono
E come tutto si accalca e si stringe
Nell’ultimo movimento.
Più breve respira il tempo
Nel grembo dei Senzatempo.
Arie vuote strisciano
E non raggiungono la fine,
E un punto diventa la mia danza
Nella cecità.

Nel mio grembo

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Nel mio grembo
Dormono le nuvole scure.
Perciò io sono così triste, mio bene.
Io devo chiamare il tuo nome
Con la voce dell’uccello del paradiso
Quando le mie labbra si colorano.
Già dormono tutti gli alberi nel giardino –
Anche l’instancabile
Davanti alla mia finestra –
Frulla l’ala dell’avvoltoio
E mi porta per l’aria
Fin sulla tua casa.
Le mie braccia si appoggiano ai tuoi fianchi,
Per rispecchiarmi
Nella trasfigurazione del tuo corpo.
Non spegnere il mio cuore –
Tu che trovi la strada –
Eternamente.

Reliquia

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Brucia una stella a festa…
Un angelo l’ha accesa per me.
Non ho mai visto la nostra santa città nel Signore,
Mi chiamava spesso nel sogno del vento.
Io sono morta, i miei occhi brillano lontano,
Il mio corpo crolla e la mia anima sbocca
Nelle lacrime del mio orfanello,
Di nuovo seminata nel suo tenero centro.

Segretamente di notte

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Ho scelto te
Tra tutte le stelle
Sono sveglia – fiore in ascolto
Nel fogliame ronzante
Le nostre labbra stilleranno miele,
Le nostre notti scintillanti sono sbocciate.
Al beato splendore del tuo corpo
Il mio cuore accende i suoi cieli
Dal tuo oro pende ogni mio sogno,
Ho scelto te tra tutte le stelle.

Solo te

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.
Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.
Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.
Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.
Stregato
Giace sul mio fondo.
Forse il mio cuore è il mondo,
Batte –
E cerca ancora te –
Come ti devo invocare?

A Dio

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Tu non impedisci le buone e le cattive stelle;
Tutti i loro capricci hanno corso.
Sulla mia fronte il solco duole,
La profonda corona dalla luce tetra.
E il mio mondo tace –
Tu non impedisti il mio capriccio.
Dio, dove sei?
Vorrei origliare al tuo cuore,
Con la tua estranea vicinanza scambiarmi,
Quando auro-trasfigurate nel tuo regno
Dalla mille-beata luce
Tutte le buone e le cattive fonti scrosceranno