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Quando l’occhio si oscura

Elisa Biagini

 

Elisa Biagini

 

Quando l’occhio si oscura
non cercare il calore della
mano che la palpebra abbassa,
scappa la melodia della parola,
la voce che ti sorride coi denti rifatti.
Se la lingua è mondo, è
specchio, trovatici con la pupilla
spalancata, pescaci da quel nero
quell’inchiostro che dica la parola
verticale. Alla sua ombra crescono
domande, si fa spazio
al respiro del pensare.
Non parola orizzontale che sommerge,
ma il bianco dei margini, la pausa che
copre l’assenza tra te e me.

Quel tavolo

Elisa Biagini

Elisa Biagini

Quel tavolo,
le sedie, i cento
soprammobili, sono
il tuo corpo, ogni
pezzo uno specchio
che ti dice, acqua di piatti
che non riflette
gli occhi.
Elisa Biagini (Firenze, 1970) da L’ospite (Einaudi, 2004)

Tra noi la voce non

Elisa Biagini

Elisa Biagini

Tra noi la voce non
conduce e arriva, come
phon dentro l’acqua,
ma si ferma come
d’interruttore,
acceso o spento
a casaccio. Noi due
siamo un paese
sotto embargo,
che vive di parentesi e
silenzi, di blackouts,
sí che quando la luce poi
ritorna, noi ci si è già
dimenticati cosa dire.
Elisa Biagini (Firenze, 1970), da L’ospite (Einaudi, 2004)

Quando l’occhio si oscura

Elisa Biagini

Elisa Biagini

Quando l’occhio si oscura
non cercare il calore della
mano che la palpebra abbassa,
scappa la melodia della parola,
la voce che ti sorride coi denti rifatti.
Se la lingua è mondo, è
specchio, trovatici con la pupilla
spalancata, pescaci da quel nero
quell’inchiostro che dica la parola
verticale. Alla sua ombra crescono
domande, si fa spazio
al respiro del pensare.
Non parola orizzontale che sommerge,
ma il bianco dei margini, la pausa che
copre l’assenza tra te e me.
Elisa Biagini (Firenze, 1970), da Da una crepa (Einaudi, 2014)