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Le amate

Ekaterina Grigorova

 

Ekaterina Grigorova

 

Mia stupida bontà, campo della mia rabbia
L’erta da sempre sognata
irrigidimento delle dita sagaci
porta sbattuta con esasperazione.
Non dobbiamo far piangere le nostre amate.
Le amate non dovrebbero piangere.
Ci uccidono, ci stanno uccidendo
ci bastano le allusioni.

Al macello

Ekaterina Grigorova

 

Ekaterina Grigorova

 

Quando siamo arrivati ho visto
che l’albergo era di tre piani
più alto del piccolo convento San Pantaleimon.
Una parente del padre ci ha aperto la porta.
Da poco avevano squartato un maiale,
da qualche parte dentro riempivano salcicce,
la donna era affaccendata, non smetteva di parlare:
altri turisti avevano portato un cagnolino
uggiolava e si arrampicava sulle sue gambe
le infastidiva il suo tremare di freddo.
I suoi riccioli appendevano inconsolati
come spade fuori dalle guaine.
.

Cartolina Postale

Ekaterina Grigorova

 

Ekaterina Grigorova

 

Qui tutto sembra una specie di tradizione, dopo trent’anni tutto
in questo luogo di villeggiatura è rimasto all’altezza.
Sto osservando un uomo che una volta chiamavano femminuccia.
Era il ragazzino più bello della classe,
un bel maschietto, altro che femminuccia.
E adesso, l’ora di pranzo, secondo l’abitudine
dei déjà vu sofisticati,
nel giardino estivo del ristorante
con belvedere sulle cime di fronte
vedo lo stesso maschietto da trent’anni mio compagno di classe
che accetta la stessa beffa dai compagni burloni:
“femminuccia”, “donnetta”.
Li ignoro, stringo la penna tra le dita
e guardo altrove come se fossi distratta:
parlare di generi infastidisce.

Gita

Ekaterina Grigorova

 

Ekaterina Grigorova

 

Houellebecq ha quindici anni
e parte in viaggio con la scuola.
La Germania è una fiaba, lui ha infilato nella sua borsa
un volumetto di Pascal.
La fila si muove misteriosamente:
ognuno vede davanti a se solo nuche
e si accalcano sul marciapiede del “Ku’dam”.
Capita che lo spazio fra di loro
si allarghi.
Allora si fissano le scarpe, si fanno gli scherzacci
si ignorano le ragazze stupende
fino a quando s’inciampa.
Eccoli qui, tutti, persone, senza catene
senza pena di morte
ma uccisi dall’amore.
Alcuni già freddati, altri tra poco.
Immaginate una fila di pazzi
con forti gambe e braccia,
senza corpi ancora
saranno innamorati
l’uno dell’altra
saranno liberi