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Ora tu passi lontano,lungo le croci del labirinto

Cristina Campo

Cristina Campo

Ora tu passi lontano,lungo le croci del labirinto,
lungo le notti piovose che io m’accendo
nel buio delle pupille,
tu,senza più fanciulla che disperda le voci…
Strade che l’innocenza vuole ignorare e brucia
di offrire,chiusa e nuda senza palpebre o labbra!
Poiché dove tu passi è Samarcanda,
e sciolgono i silenzi tappeti di respiri,
consumano i grani dell’ansiae
attento:fra pietra e pietra corre un filo di sangue,
là dove giunge il tuo piede.

Moriremo lontani.

Cristina Campo

Cristina Campo

Moriremo lontani. Sarà molto
se poserò la guancia nel tuo palmo
a Capodanno; se nel mio la traccia
contemplerai di un’altra migrazione.
Dell’anima ben poco
sappiamo. Berrà forse dai bacini
delle concave notti senza passi,
poserà sotto aeree piantagioni
germinate dai sassi…
O signore e fratello! ma di noi
sopra una sola teca di cristallo
popoli studiosi scriveranno
forse, tra mille inverni:
«nessun vincolo univa questi morti
nella necropoli deserta».

Amore, oggi il tuo nome

Cristina Campo

Cristina Campo

Amore, oggi il tuo nome
al mio labbro è sfuggito
come al piede l’ultimo gradino…
ora è sparsa l’acqua della vita
e tutta la lunga scala
è da ricominciare.
T’ho barattato, amore, con parole.
Buio miele che odori
dentro diafani vasi
sotto mille e seicento anni di lava –
ti riconoscerò dall’immortale
silenzio.