Archivi categoria: Cecco Angiolieri

È sono sì altamente innamorato

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri

È sono sì altamente innamorato,
a la merzé d’una donna e d’Amore,
che non è al mondo re né imperadore
a cui volesse io già cambiar mio stato:
ch’io amo quella a cui Dio ha donato
tutto ciò che convene a gentil core;
donqua, chi di tal donna è servidore
ben se pò dir che ‘n buon pianeto è nato.
Ed ella ha ‘l cor tanto cortese e piano
inver’ di me, la mia gentile manza,
che, sua mercé, basciata li ho la mano.
E sì me diè ancor ferma speranza
che di qui a poco, se Dio me fa sano,
che compierò di lie’ mia disianza.

I’ potre’ anzi ritornare in ieri

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri

I’ potre’ anzi ritornare in ieri
e venir ne la grazia di Becchina,
o ‘l diamante tritar come farina,
o veder far misera vit’a’ frieri
o far la pancia di messer Min Pieri,
o star content’ad un piè di gallina,
ched e’ morisse ma’ de la contina
que’ ch’è domonio e chiamas’Angiolieri.
Però che Galieno ed Ipocràto,
fossono vivi, ognun di lor saprebbe,
a rispetto di lu’, men che ‘l Donato.
Dunque, quest’uom come morir potrebbe,
che sa cotanto ed è sì naturato
che come struzzo ‘l ferr’ismaltirebbe?

Quando mie donn’esce la man’ del letto

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri

Quando mie donn’esce la man’ del letto
che non s’ha post’ancor del fattibello,
non ha nel mondo sì laido vasello,
che, lungo lei, non paresse un diletto;
così ha ‘l viso di bellezze netto;
infin ch’ella non cerne al burattello
biacca, allume scagliuol e bambagello:
par a veder un segno maladetto!
Ma rifassi d’un liscio smisurato,
Che non è om che la veggia ‘n chell’ora,
ch’ella nol faccia di sé ‘nnamorato.
E me ha ella così corredato,
che di null’altra cosa metto cura,
se non di lei: o ecc’om ben ammendato!

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo

Cecco Angiolieri

Cecco Angiolieri

S’i’ fosse foco, arderei’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil en profondo;
s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti ‘ cristiani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre.
S’i’ fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.