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L’uomo d’America

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Nella sera c’è la sonata del tramonto
che scende verso la città .
C’è una marcia di piccole armate
mentre sfuma il rullo dei tamburi
I grattacieli levano muri giganteschi
contro i neri bastioni dell’ovest fiammeggiante.
I grattacieli fissano i loro alfabeti perpendicolari
fra i mutevoli triangoli argentei delle stelle e delle strade.
E chi li ha eretti? Chi ha eretto i grattacieli?
L’Uomo li ha eretti, il piccolo burlone con due gambe.,
l’Uomo.

Preghiere d’acciaio

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Mettirni su un’incudine, Dio!
Battimi e martellami finchè io sia una leva di ferro.
Fammi abbattere vecchie mura;
Fammi alzare e smuovere vecchie fondamenta.
Mettimi su un’incudine, Dio!
Battimi e martellami e fai di me un gran chiodo d’acciaio.
Prendi bulloni roventi e fissami nelle sbarre centrali.
Gettami sulle sbarre che reggono solido il grattacielo.
Fammi essere il grande chiodo che regga un grattacielo nelle
notti azzurre dentro bianche stelle.

Sperduto

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Desolato e solo
tutta la notte sul lago
dove la nebbia e la foschia s’insinuano,
il fischio di un battello
chiama e implora senza fine
come un bimbo perduto
che piange e si lamenta
cercando il seno del porto,
gli occhi del porto.