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Alla finestra

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Datemi fame,
o voi déi che sedete e date
ordini al mondo.
Datemi fame, dolore e mancanza,
chiudetemi fuori dalle vostre porte
d’oro e fama
con vergogna e fallimento,
datemi la vostra più meschina, sfinita fame!
Ma lasciatemi un pò d’amore,
una voce che mi parli sul finire del giorno,
una mano che mi tocchi nella stanza buia
a spezzare la lunga solitudine.
Nel crepuscolo dello spettro del giorno
che offusca il tramonto,
una piccola errante stella d’occidente
che mi spinga fuori dalle mutanti rive dell’ombra.
Lasciatemi andare alla finestra,
e là guardare le figure del giorno all’imbrunire,
e aspettare, sapendo dell’arrivo di un pò d’amore.

Chi sono?

Carl Sandburg

Carl Sandburg

La mia testa batte contro le stelle.
I miei piedi sono sulle cime dei colli.
Le punte delle mie dita sono nelle valli o alle sponde della vita
universale.
Giù nella mormorante spuma delle cose primitive protendo la
mia mano e gioco con le selci del destino.
Molte volte sono stato all’inferno e son tornato.
So tutto del paradiso, poichè ho parlato con Dio.
M’imbratto nel sangue e nelle visceri del terribile.
Conosco l’ardente ratto della bellezza
E la straordinaria ribellione dell’uomo a tutte le insegne che
portano scritto: «Proibito».
Il mio nome è la Verità, e io sono il più elusivo prigioniero
dell ‘universo.

Come scarafaggi

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Scintilla, luna d’estate.
Splendi sui fili d’erba, la catalpa, la quercia;
tutto s’inargenti sotto la tua pioggia, stanotte.
Un ragazzo italiano ti manda canzoni, stanotte,
dalla sua fisarmonica.
Un ragazzo polacco è fuori con la sua bella ragazza;
si sposeranno il mese prossimo;
un vecchio, dalla porta accanto, sta sognando
sul bagliore che illumina un ciliegio, nel cortile.
Gli orologi mi dicono che me ne devo andare,
ma anch’io qui, seduto sotto il portico, m’imbevo
dei bianchi pensieri che emani.
Scintilla, o luna;
.ancora, ancora scuoti le tue monete d’argento.

Cortile

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Scintilla, luna d’estate.
Splendi sui fili d’erba, la catalpa, la quercia;
tutto s’inargenti sotto la tua pioggia, stanotte.
Un ragazzo italiano ti manda canzoni, stanotte,
dalla sua fisarmonica.
Un ragazzo polacco è fuori con la sua bella ragazza;
si sposeranno il mese prossimo;
un vecchio, dalla porta accanto, sta sognando
sul bagliore che illumina un ciliegio, nel cortile.
Gli orologi mi dicono che me ne devo andare,
ma anch’io qui, seduto sotto il portico, m’imbevo
dei bianchi pensieri che emani.
Scintilla, o luna;
.ancora, ancora scuoti le tue monete d’argento.

Cose brutte ma vere

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Di te, mia città, gli uomini diranno
cose brutte ma vere.
Diranno che ai bimbi hai tolto il sole,
la fresca rugiada,
la luce che scherzava sull’erba
sotto l’aperto cielo
e li hai chiusi tra fredde mura,
li hai costretti a inghiottire la polvere.
Cose brutte ma vere
diranno gli uomini di te
mia città.

Essi diranno

Carl Sandburg

Carl Sandburg

Di te, mia città, il peggio che gli uomini diranno
è che i bimbi hai strappato al sole, alla fresca
rugiada, alla luce che scherzava sull’erba
sotto l’aperto cielo, alla pioggia monotona,
e li hai chiusi tra fredde mura, li hai costretti
al lavoro, snervati e stanchi, per un poco
di pane e di salario, a inghiottire la polvere
e a morire così, con il cuore sfibrato,
per una manciata di spiccioli, in poche notti di sabato.

La luna nuova

Carl Sandburg

Carl Sandburg

La luna nuova, una canoa, una piccola canoa d’argento,
naviga e naviga fra gli indiani dell’ovest.
Un cerchio di volpi argentate, una nebbia di volpi argentate,
stanno e stanno intorno alla luna indiana.
Una stella gialla per un corridore,
e file di stelle azzurre per molti corridori,
mantengono una linea di sentinelle.
O volpi, luna nuova, corridori,
voi siete il quadro della memoria, bianco fuoco che scrive
questa notte i sogni dell’uomo rosso.
Chi siede, con le gambe incrociate e le braccia piegate,
guardando la luna e i volti delle stelle dell’ovest?
Chi sono i fantasmi della valle del Mississippi,
con le fronti di rame, che cavalcano robusti pony nella notte?
Senza briglie le braccia sui colli dei pony,
cavalcando nella notte, un lungo, antico sentiero?
Perchè essi ritornano sempre
quando le volpi argentate siedono intorno alla luna nuova,
una canoa d’argento, nell’occidente indiano?