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I giochi dell’anima

Bei Dao

Bei Dao

Queste mani cardano il vento d’autunno
in ogni porto qualcuno aspetta
il bel tempo, troppe
noie si ammucchiano in nuvole nere

il clima ci consola
quando si passa da un eccesso di sogni alla loro assenza

i giorni e la scala sono immobili
noi li saliamo, li scendiamo correndo
finché le tracce dei nostri passi fioriscono azzurre
finché nella memoria il viso
diventa porta chiusa

vieni a sederti, a chiaccherare
nelle pagine che restano a quest’anno,
dei naufragi al di là di queste pagine.

Istante di controluce

Bei Dao

Bei Dao

Il lampo illumina il viso del criminale
la polemica è così aspra!
ma il rumore dei suoi passi
si perde coi suoi versi appena scritti

La notte è vortice
il dormiglione si gira e rigira
come i panni di una lavatrice

una farfalla svolazza dentro
l’immenso delirio verbale della storia
amo questo istante
come una corda da bucato legata al passato
e al domani ventoso.

Linguaggi

Bei Dao

Bei Dao

Tante lingue parlano
adesso
in questo mondo

volano in alto le parole

si incontrano
si toccano
urtano
creano scintille

qualche volta di odio
qualche volta d’amore

è alto il grattacielo della razionalità

ma sprofonda senza voce
con pensieri fragili e leggeri
tavolette di bambù

un canestro intrecciato
riempito con ciechi funghi velenosi

quei quadrupedi dipinti sulla roccia
ci calpestano i fiori galoppandoci sopra

ma un soffione segreto
si sviluppa in qualche luogo sulla terra

Il vento ne porta con sé i semi della fine
dentro le innumerevoli lingue

che in questo momento
vive
volano sul mondo

ma la produzione di linguaggio
così incorporea
non può in alcun modo
aumentare o alleggerire
Il taciturno dolore degli uomini.

Poltrona girevole

Bei Dao

Bei Dao

Esco dalla stanza
come un’ombra da un carillon
la groppa del sole dondola
a mezzogiorno si stabilizza

la poltrona girevole è vuota
nell’imbuto della scrittura
qualcuno è passato su della carta bianca:
un viso sciupato
malevole parole

circa il subire la libertà
circa gli appoggi di cui ci si avvale

il cuore sembra serva a illuminare
i ciechi sempre più numerosi
fare la spola fra il giorno e la notte.

Pubblicità

Bei Dao

Bei Dao

I gigli battono i piedi sulla seta dell’alba
i colombi declamano i sogni dell’umanità
in questo clima di svendite
sentiamo il tuono dell’oro

La libertà avanza con circospezione
il dolore della notte, dilatato dagli occhi di un gatto
diventa un gigantesco pneumatico
l’ombra delle nozze fa una svolta d’emergenza

Il nuovo dittatore eletto dai giornali
saluta con la mano fra le crepe della città
fumo di cucina che implora la guerra sale
fino al sole, a quest’ora apre il fiorista

Studio

Bei Dao

Bei Dao

Il vento, questo parente povero della foresta
andato in ferie in capo al mondo
lancia limoni
verso le onde avvoltolate dell’enorme campana

l’obiettivo rincorre la luce
come si accorda un pianoforte
queste minuscole parole
hanno sonorità pure

scrittura e guerra sono condotte insieme
al centro sono costruite delle case
le persone sedute all’interno
sembrano rumori, stanno per avviarsi

rinunciare al tabacco è rinunciare
a un gesto
perché non dirlo
le parole non sono state ancora eccese.

Una lettera

Bei Dao

Bei Dao

Questo indirizzo ha la mia età
diamoci da fare, incolliamo un francobollo

bisogna che io traslochi
perché sia completo

firmare, poi
io attraverso il canto senza parole della notte

quante finestre smarrite
per dissimulare una luna

i giorni, lacca dorata
e noi, dare nome alla paura