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La sua assenza, il suo mancare

Alida Airaghi

 

Alida Airaghi

 

La sua assenza, il suo mancare,
non imprimere il gesto nell’aria,
la voce nel silenzio; la traccia delle scarpe
sulla neve in giardino, il calco
della mano sul cuscino del divano.
E’ tutto cancellato,
divorato dal niente.
Così resto a pensare, cerco di ricordare:
com’era veramente la sua faccia
se mi guardava e tratteneva il fiato.

Il silenzio cade

Alida Airaghi

 

Alida Airaghi

 

Il silenzio cade,
e qualcuno non verrà mai più.
Mai più per sempre.
Per sempre zitta la sua voce,
ogni parola.
Riguardiamo le foto,
sistemiamo i biglietti d’auguri,
i filmini superotto, le cassette
registrate. Poi torna il silenzio,
da solo: aspettando
oltre i muri un’assenza.

Io, in attesa

Alida Airaghi

 

Alida Airaghi

 

Io, in attesa
e ferma, come una cosa
qualunque, trascurata, inessenziale
(non mi avesse vista,
un mattino; oppure subito
– così! – cancellata).
Ad aspettare
un nuovo sguardo,
nuovo davvero, non educato;
o la mano che osa alzarsi
sulla mia. Poi resta
sospesa, senza appoggiarsi,
turbata

Fargli dire parole che non ho detto

Alida Airaghi

 

Alida Airaghi

 

Fargli dire parole che non ha detto.
Suggerirgli mentalmente un gesto
mai fatto. Stampargli
sulle labbra un sorriso innamorato.
Mettergli in mano un dono inaspettato.
Che indossi un bel maglione color sabbia.
Porti scarpe di cuoio pesante
con cui muovere passi sicuri.
Sia spettinato come dopo una corsa.
Abbia una voce roca e intenerita.
Possa guardarmi quasi fossi una sorpresa.
E gli occhi (oh, gli occhi!) quelli
dovrebbero essere incantati.
E ironici, e puri.
Presto, mio cavaliere e romeo,
presto, mio trobador fiammeggiante!
Da tutta la vita son qui, in attesa.