Confessione

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

 

Io non ho amato abbastanza il mio simile
salvato il verme, curato la rogna.
Ho detto soltanto alcune parole
melodiose, tardi, mentre tornavo
dalla festa. Ho dato senza dare.
Baciato senza bacio. (Forse è cieco
chi nasconde gli occhi sotto la branda.)

E a mezza luce i tesori svaniscono,
i più pregevoli. E da ciò che resta
come comporre un uomo, e di soave
quanto egli implica, e di mormorio
di offerta, concordanze vegetali
e di riso, e d’amore, e di pietà?

Né ho amato abbastanza me stesso
anche se prossimo. Nessuno ho amato.

Tranne quell’uccello – veniva folle e azzurro –
che s’è sfracellato sull’ala dell’aereo.

Cura e traduzione di Massimiliano Damaggio