Al Poeta

BILAL XHAFERRI

BILAL XHAFERRI

Tu sei fiorito nella stagione dei rubli,
Mentre noi altri mangiamo il fango delle paludi,
Tu vai per le vie di Mosca intontando serenate
Alle Natasce, le Tatiane, le Katjenche,
Quando noi ci prendiamo le pallottole delle mitraglie.
Col velluto delle tue poesie copiate
Tu osanni dei boia gli stivali,
Stivali pesanti con chiodi insanguinati
Che hanno calpestato i nostri volti massacrati.
Tu venivi dai salotti dell’aristocrazia rossa,
Venivi da “Dasma” di gloria ubriaco,
Io venivo spedito dal cuore del popolo,
Venivo dal funerale di mio padre fucilato,
Venivo dalla sepoltura della patria libertà.

Ci scontrammo al buio,
Come due nubi, in una notte di tempesta,
Ma sappiamo bene tutti che il bersaglio
Della mia furia non eri tu:
Io mi scontrai con la tirannia là
Gettai la mia vita tra le grinfie dei lupi
E con la mia morte faccia a faccia mi guardai.