La profetessa Anna

Anna Santoliquido

Anna Santoliquido

la profetessa Anna
si guadagnò il cielo nel tempio
quanto distante la mia sorte!
scarabeo nell’ambra
mi dimeno
rido e piango
il mio regno è la pagina
in preda al delirio
mi avvinghio alle colonne
può la poesia sorreggere il mondo?
e se fosse il silenzio
più efficace del ritmo?
resto in ascolto ai crocicchi
se passa il vento
lo afferro e combatto
TRADUZIONI

La sposa agreste

Anna Santoliquido

Anna Santoliquido

I
credeva che il firmamento si sfogliasse
invece lanciava fiamme
l’anima sull’incudine
i cavalli a briglie sciolte
II
lei pestava il sale nel mortaio
innaffiava il roseto
rattoppava la vita
pensando al suo uomo a New York
III
chissà come trascorreva le notti!
erano bianche o nere le sue donne?
il broncio e la voglia
li sciacquava alla fiumara
IV
il bastimento straripava di bifolchi
giorni tristi nell’oceano
la speranza tra i denti
la colpa nelle unghie
V
come conciliare i sentimenti
con l’acqua?
bisognava sradicarsi dalla terra
per raggiungere il nuovo mondo
VI
il bimbo nel grembo
sfidava il destino
lei intonava canti
che attraversavano il bosco
VII
le lenzuola erano candide
sull’erba secca
la giumenta scalpitava
sotto l’olmo
VIII
le lettere erano testamenti di tenerezza
frasi sanguigne
lei conservava l’organetto nella cassa
la candela sul caminetto
IX
al vespero allungava lo sguardo
lui non tornava dalla vigna
forse conversava nel porto
annusava il tabacco
X
“l’America è lontana
e io l’acqua non la passo”
ripeteva la sposa agreste
con il corpetto e il coltello
XI
la notte smaniava
baciava i figli
recitava il rosario
scagliava la scarpa al grillo
XII
per anni arrivarono i dollari
poi il filo si ruppe
la roncola falciò i coniugi
e vinse il silenzio
da CASA DE PIATRĂ/LA CASA DI PIETRA

Mio padre

Anna Santoliquido

Anna Santoliquido

Mio padre comunicava
con i suoi silenzi,
la profondità
del suo sguardo,
la curva
del suo corpo
ormai malato.
Mio padre scriveva
sulla faccia del mondo
con i colpi
lenti
ritmici
del suo bastone.
da ED È PER QUESTO CHE ERRO

RETURNING

Anna Santoliquido

Anna Santoliquido

I
who knows what I shall be like
in a hundred years’ time
whether my cheeks be
moss or soil
II
unaware of my demise
light will bear me off
my lips uttering not moans
but verse
III
I want the children beside me
the mule in the stable
chicks beneath my bed
violets in the beaker
IV
I will return
inthe desires ofmothers
in the passion of lovers
in the morning clouds
(Translated by Janet Mary Wing)