E’ venuta la solitudine, coi suoi modi leggeri

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

E’ venuta la solitudine, coi suoi modi leggeri
ecco, si siede e fa le viste di non essere vista.
Non conoscevo questo arrivo
di niente, e poi la simulata presenza,
il tempo che si disfa nell’idea
di non servire più come un tempo,
l’aria e la luce uguali su ogni cosa
non dovendo più uscire da quella
indisturbata pace.
Tutto tace, sta senza voglie d’altro
nei posti convenuti,
gli odori sono usciti dalle porte,
è dissolta l’essenza di una casa.
Quanto soggiornerà il silenzio,
dove sono le ore?
Non trovo più i secondi sulla vena
del polso, persino il cuore è altrove.
Sergio Zavoli (Ravenna, 1923) da L’infinito istante (Mondadori 2012)

A Eugenio Montale

Sergio Zavoli

Sergio Zavoli

Se non mi chiedono cos’è,
io so che il tempo è dove sei e sai.
Ho la pretesa di saperne abbastanza
per dire che ci manca solo quello
che abbiamo, il resto non è il tempo,
è l’ombra scolorita di quando
noi non siamo, non sappiamo.
Sergio Zavoli (Ravenna, 1923), da La parte in ombra (Mondadori, 2009)