Se nulla sai di me, non ho vissuto

Orazio Nastasi

Ma se qualcosa di adolescente t’è rimasta dentro
io perduro
nel colore o nella freschezza d’una parola
infinita e appassionata
come un tango di Astor Piazzola
o un raggio di sole mattiniero
desiderio di vento e d’anima rinata.
Vado allora per le contrade della tua isola
come un canto di venditore
o un rimorso di viandante che torna
con la lentezza della notte
a vedere cosa c’è di nascosto
nel dolore o nel piacere d’un’ora senza rive.
Così senza vergogna né vago disagio
cala il sipario sopra il silenzio
e con una risata accende questa voce,
nei tuoi occhi e nell’anima,
più ribelle ancora della mia poesia incompiuta
o come la verità che fa paura

Quando verrà

Orazio Nastasi

Quando verrà
non chiederò che lo allontani:
nemmeno Tu potresti farlo.
Fa’ però che io non rimanga solo
e della speranza vana
non mi assalga l’angoscia
come ora
di vivere a volte
senza la gioia di uno sguardo puro
o del tocco di una mano amica.
Spento allora ogni altro sole
e ammutolito il mondo
fa’ che possa cantare nel Tuo nome
e nello slancio finale
credere ancora che terrai aperte le braccia
nonostante le unghie dei miei giorni.

Se tu mai

Orazio Nastasi

Se mai tu hai sofferto
come io ho sofferto
se hai riso
come io ho riso
se hai gioito
come io ho gioito
e se mai tu hai guardato le stelle
come io le ho guardate
e hai sentito nell’anima
il mistero che avvolge l’universo
come la mia anima l’ha sentito
e quel vento che ci spinge
a non vedere altro fuori di noi
per il coraggio che ci manca,
vieni e parliamo.
Perché attendere ancora?