Sul traghetto per Thornton Street

Nathan Shepherdson

Nathan Shepherdson

sul traghetto per Thornton Street

vedo i motori schiumare in liquidi raga*

le ringhiere attorno allo scafo vibrare una canzone aliena

come diapason spinti leggermente contro ghiaccio rotante

l’altezza del suono che precipita tra i due emisferi cerebrali

sfortunatamente so dove sto andando

all’ospedale

la morte può sembrare paziente

mentre percorre i corridoi con le nuove ciabatte

* I raga, nella musica classica indiana, sono particolari strutture musicali basate su un certo numero di scale

Tredici

Nathan Shepherdson

Nathan Shepherdson

Tredici

La voce di Trakl, una voce come un secondo sè

Kokoschka

fradicio di pioggia

ubriaco di vino

sedevi nello studio del pittore

uno studio dalle pareti nere

il buio insanguinava il colore

hai guardato in silenzio

guardato il silenzio ( )

movimenti nella mano del pittore

l’aria macchiata di pigmenti

oblò nella sua testa

con una vista sull’Oceano viennese

franato di corpi spezzati e amore

hai disegnato parole nella tua bocca

invocando la poesia come testimonianza ulteriore

fradicio di pioggia

urbiaco di vino

movimenti nella mano del poeta

l’aria macchiata di pigmenti

nominavi il quadro – La Sposa del vento*

N°50

Nathan Shepherdson

Nathan Shepherdson

la tua calopsitta è ancora viva

docile nella sua gabbia Caligari

canta ancora al suono del cancello

un campanello di penne attende

il sole mattutino nella lavanderia

di notte si veste con la tua vecchia blusa invernale

le piaceva farsi accarezzare solo da mani femminili

offriva in alto la nuca sollevata

era irascibile con gli uomini

scansava le loro dita con una beccata

oggi è lieta di lasciarsi accarezzare

fischietta e cerca il mio dito attraverso le sbarre

le sue ali incapaci di volare

sono il grigio di inavvertite nuvole