Principessa di diamante

Melinda Smith

Melinda Smith

Giù al molo un’immensità ondeggia e brilla:
quasi un centro commerciale sull’acqua, dodici piani fino [in cima,
festoni di bandierine ghignanti con dentini affilati

che sbattono nel vento. Una nave così bianca
in questo giorno luminoso. Come tutti i viaggi, questo [inizia
con un ponte da attraversare, una porta in cui passare. [Alcuni entrano

per non tornare mai più: tribù di astuti nomadi grigi che,
dopo aver tirato le somme, preferiscono la loro Casa di [Riposo
con una scelta di cinque sale da pranzo e cabaret notturno.

Imbarcati, passano in paradiso: tutto e tutti
immacolati, ogni ora con la propria assegnata frivolezza,
un buffet girevole di nuove orecchie per vecchie storie,

ed il mare che spinge il passato infinito
come il magico fondale di un’opera. Poco importa
che di tanto in tanto il viaggio a Vanuatu

debba deviare verso Melbourne per evitare un ciclone,
o che a volte ci sia un altro cambio di rotta,
come quella volta in cui rifecero il giro

per cercare il signor Ridge che sbarcò improvvisamente in [mezzo
al mar di Tasman, senza avviso. Su ogni crociera, dicono,
la media di nuove bare riempite è sette.

Sistemazioni

Melinda Smith

Melinda Smith

Premi su un’estremità
abbastanza a lungo
questa diventa insensibile

In questo ripido canalone
dove un imprevisto mi ha bloccato
ogni roccia coperta di muschio
ogni nodo nella corteccia, ogni
goccia di pioggia
fa infinita differenza

Quale piccola ricca vita.
Alla fine dei crampi
la potrò abbracciare

Un piatto di biscotti

Melinda Smith

Melinda Smith

Quella mattina
ti sei svegliata
hai decorato con la glassa i biscotti speciali
li hai messi sul piatto di plastica blu
hai preparato il porridge per tutti
steso i vestiti puliti per me e mio fratello
ci hai pettinato i capelli, lisciato
il mio ricciolo ribelle sulla fronte
ci hai accompagnato a scuola
lui nella sua classe
me alla mia festa d’asilo
hai chiacchierato con la maestra
mentre consegnavamo i biscotti
sei tornata in macchina
hai guidato fino alla casa vuota della tua amica
hai sigillato le porte chiuso le finestre
e ti sei uccisa con il gas.

A sedici anni papà finalmente me lo disse.
L’unica volta che tu sia mai stata
nominata tra di noi.

Pensavano ce l’avessi con te.
Invece no.

Trovai un biglietto da parte tua
anni dopo, a casa della nonna
dopo la sua morte.
Dite ai bambini che li amavo, tremendamente.
Nessuno l’aveva fatto, naturalmente.