Queste stagioni umane

Maria Borio

Maria Borio

Queste stagioni umane,
come per chi può averne
bisogno, sono aria
e distese impeccabili.
Anche tu credevi alle vie
nel cielo, io ancora
non sapevo: non torneremo
più dalla campagna con in mano
barattoli di vetro
o manubri che traballano
sui sassi asciutti.
Ora l’unica parte
è quella del secchiello
e la campagna non si attraversa
solo quando vedi in basso
le lucciole.
E per chi dice che non cambia
l’uomo come fa il tempo
abbiamo la prova:
le radici restano
agli insospettabili.
Adesso tu ritorni, mi cambi
le parole con i sogni,
ma ho fame di forze accorte.
Vedo la quercia
sempre accanto alla vigna,
lontano la strada
che si snoda immutata.
Maria Borio (Perugia, 1985), inedito

Sembra quasi che tu non abbia vissuto

Maria Borio

Maria Borio

Sembra quasi che tu non abbia vissuto
tutti gli anni sconnessi
dopo la rivoluzione, o l’ipocrisia
ingenua di invecchiare
– forse questa gabbia,
la tua sicurezza, o un pezzo
di vita come carne comprata.
Se sapessi quale filo invisibile,
quale corda tesa e bugiarda…
anch’io sotto l’alluvione
sotto al peso incalcolabile?
anch’io vorrei smettere di dirmi
io.
Maria Borio (Perugia, 1985), da L’altro limite (Lietocolle-Pordenonelegge, 2017)