26-nov-44

Luigi Romeo

Luigi Romeo

Non un fischio amico,
neppur d’un treno merci.
Quello del piombo
sostò appena
a Cuneo
sul terzo binario

Nere le traversine
come le camicie
racchiuse da giacchettoni
e mitra.

Neri i binari
ma essi puntàvano
verso il Sud,
cerniera di stivale bucato.

A Tropea
passavan diritto
dinanzi al casello paterno.

Tante volte
v’èrano scesi
Tedeschi,
tèssere del pane
e cartoline di leva.

Ed èrano salite
le fedi,
tradotte
e carne senza tèssera.

31 Ottobre

Luigi Romeo

Luigi Romeo

Muta stasi di acque
e pàllidi riflessi
di luci ed ombre
lungo il torrente di Pesche
nell’ùltimo soffio di ottobre.

Domani verranno i Santi
e ci sorriderà la vita
per un sole.

Poi la notte
ci porterà i Morti
Per tanti solstizi
e tante lune
di speranze.

Ultima attesa
per chi vive un giorno
e muore un anno.

Ballata di pescatori

Luigi Romeo

Luigi Romeo

Trema il ponte-ferrovia
ai piedi del letto
laddove la fiumara abbraccia il mare.

Cresce la tarantella del diretto
col fischio
a Parghelia.

Il gallo nostro
è un mostro
che non sosta a Tropéa.

* * *

O mamma mia!
E’ l’ora d’andare.
Dov’è la mia paléa?

Eccoti il pane senza sale!
Prènditi il tuo
maglione nero
di lana che fu suo.

Imà, non vado al cimitero.
Nemmeno a un carnevale.
Solamente a pescare.
Dov’è la mia paléa?

Ecco la tua palanca!
Ci ho messo un po’ di cera
raschiata alla candela.

Imà, te ne prego!
Non mi manca
la forza per varar la barca.
Nè per alzar la vela.
Ma remar non posso
senza paléa.

La tua lampara
non lùccica sul mar mosso.
La notte è poi sì parca.

Imà, sei stanca.
Non devi più lavare
i panni della gente tanto avara.
Dov’è la mia paléa?

Figlio, l’ho sepolta nella sabbia
fra le piante ignare
che il tata piantò l’ùltimo giorno.

* * *

L’eco del treno è morto.
Un ciuco raglia intorno.
Un passerotto strilla nella gabbia
appesa al fico dell’orto.

Piangon le radici d’azaléa.
Piange la madre,
e il figlio salpa ancora.

Comincia un’altra attesa,
così come pel padre.
Un’ora dopo un’ora.

* * *

E’ tornata un giorno illesa
senza barca la paléa.
Con il bacio dell’alta marèa.

Portus Herculis

Luigi Romeo

Luigi Romeo

Nel grembo
di Portus Herculis
una volta
sostavan triremi
per poi cimentarsi a navigare
fra Scilla e Cariddi.

Portus Herculis!
Ultimo lembo
di fidata soglia
all’ombra di lidi ignoti.

Ora nessuno più
sosta.

Solo il mio cuore
passa e ripassa,
ma non approda
per non insabbiarsi.

Eppure,
quel grembo
ancor m’accoglie.

Santuario

Luigi Romeo

Luigi Romeo

Ogni giorno
un filo di sabbia
m’unisce allo scoglio
a bassa marea.

Il mio santuario
è in cima alla roccia
coperta
dai cartelli indicatori di Sìsifo.

Mi cimento a scalar la china
ma ad ogni alzata
mi rimane ancora
un altro gradino.