Reperto archeologico

Lars Gustafsson

Lars Gustafsson

Nella penombra del museo notai all’improvviso
un vaso etrusco, di certo un vaso per il miele,
largo, con fianchi muliebri
e orecchi buffamente all’insù
come per ascoltare alla perfezione,
e c’era un volto evidente
che sempre sorrideva provocante,
come se volesse offrire
chissà quali segreti!
Questo mi fece tacere ostinato
per tutta la durata della visita.
I piccoli vasi hanno anche orecchi.

Una mattina in Svezia

Lars Gustafsson

Lars Gustafsson

Mattina,
il vento soffiava, sventolava e tendeva
le bandiere della zona, c’era
ghiaccio sotto le betulle bianche.
Allora passa qualcuno vestito di nero,
cammina con passo pesante,
come se dovesse andare molto lontano.
La strada vuota sale spontanea
per un pendío dove egli si avvia.
Certo che lo conoscevo, potevo raccontare
di lui
e di tutte le strade che ha percorso.
Ora il vento soffia già molto meno.
Le betulle bianche stanno assolutamente
immobili,
con un ghiaccio lucido ai piedi,
bagliore solare.
Dall’orizzonte
dove la luce del cielo è intensa come qui
arriva un piccolo tram sulle rotaie.
Si ferma un po’ qui e poi scompare,
senza che nessuno scenda.
Traduzione di Maria Cristina Lombardi

Lars Gustafsson
Sulla ricchezza dei mondi abitati
a cura di Maria Cristina Lombardi
Crocetti Editore 2010