Cuore di strega

Judith Rodriguez

Judith Rodriguez

Guidando stasera nell’aria gelida
per affollare il ridotto ventoso del Comedy
andiamo a vedere una rossa battona che fa sorgere
undici nobili morti dalla tomba
undici signore che si erano divertite
e un secolo era passato dai loro funerali.
Oh!Cantavano bene e vivevano pienamente.
Fu l’incontro di una notte in una strada a fondo cieco
le raffiche sono fredde ed è buio nella strada
la grandine scende e la punteggia di bianco
e nella triste oscurità del Comedy
saremo quei nobili truffati e onorati
violentati e feriti,ubriacati e rapinati
buttati in prigione e morti e giovani che si lamentano,
quelle signore alte nel vento e nella pioggia
che le illumina e le prostra,
una battona dai capelli rossi racconta nel corso degli anni
che undici puttane morte mascherano la loro tristezza.

il cuore di strega canta con un volto esangue
e vive il trionfo di quel dolore

e quelli che amano e vivono sono ancora più donne
felici della loro gaiezza e potenza.

Motivo eschimese

Judith Rodriguez

Judith Rodriguez

Mi sento in uno stato d’animo di canto di caccia eschimese.
Aha!
Il prato è tundra,l’auto non parte
la luce del sole è una valanga,siamo travolti dalle valanghe
a colazione
colpiti dalla luce del sole attraverso il vetro,io con le mie figlie
ancora da imboccare
fuori da questo mondo nella nostra cucina.
canterò la canzone della mia caccia alla figlia.
Oho!
Le onde si appianavano il ghiaccio induriva
cantavo il canto dell’acqua scura sotto il ghiaccio
il canto della pesca d’inverno magìa per la foca che si leva
fra le maschere degli antenati.
Ho atteso accanto all’acqua di sognare nuovi spiriti
Hoo!
L’acqua ha parlato,il ghiaccio gridato
il mare si è aperto,il sole ha formato giovani ombre
respiravano il mio respiro,le presi dall’acqua profonda
le portai nella casa riscaldata di pellicce.
Danzo gli anni delle due grandi cacce.
Ya-hay!
Sono io che ho atteso,gelida al riparo del vento
Batto i piedi come l’orso.Grido come il vento del disgelo,
salto come i cavalloni marini.Le mie figlie
colpite dal sole sputano la pappa
ridacchiano e battono con i cucchiai;
la mamma canta a colazione e balla!
Così grossa!

Questa donna

Judith Rodriguez

Judith Rodriguez

Questa donna.
occhi verdi non trasmessi ai figli,
sfiora gli amici con il pensiero,dubita che facciano altrettanto,
simula la malattia e incanta a tratti,muore ogni giorno.

Questa donna:
non porta l’anello.si aggrappa al marito,maledetto lui,
per essere il marito che potrebbe essere,se lo fosse,
anche se ci volessero cinquant’anni.Fedelmente se lo stritola
con pensieri e parole,giustificazioni precarie.

Questa donna:
ha sentito parlare di ninfe simili al vino;con violenza dentro di sé
affronta l’acqua torbida e tempestosa,le pareti di fango
ammassate e pesanti.Le ninfe intrecciano calme
ruscelletti di luce,un’estate silente. Lei scava
con pensieri confusi in un profondo cumulo di disordine:
dove scaricare i rifiuti,dove estrarre,se
abbandonare il posto all’inondazione,
facce scolpite scorticate
nel turbinìo delle macerie.

Questa donna:
in sintonia con il suo umore tangibile,
spartito semi-tranquillo,corrotto,
esultante,discordante,problematico…

Poesie che annegano

Judith Rodriguez

Judith Rodriguez

Ogni giorno annegano a dozzine
artigliate a morte,o soffocate sotto terra
trascinandosi dietro scadenze velenose*.
Otturano le mie crepe
muoiono a poco a poco
il giorno si leva e trema
sorge ed è per me indifferente.

Alla fine nessuna traccia rimasta.

Ma tu,poesia,
intravista così vicino alla nascita
te io solleverò
anche se per i capelli;
sì,questa,viva
o quasi.
Con violenza o astuzia
o in qualsiasi altro modo,
anche sleale.