Ida Vallerugo Alba sull’Acropoli

Ida Vallerugo

Ida Vallerugo

Ma mi assale il tempo. Non qui, non ora
in quest’alba calma fra queste colonne.
Non qui, non ora, in questo silenzio vivo, fra le voci
in cui sono nata. Abbiamo un appuntamento, tempo,
ma non qui, non ora, in questa perfezione
che lenta scompare.
E tu ti torci nella pietra lassù, cavallo,
occhio grande, spaventato. Calmati, sei perfetto così.
Vuoi tornare alla sua mano, tu.
Non è qui Fidia, con gli scalpellini morti di Meduno
lui ora cena.
Non qui, non ora. Ma con te non posso lottare.
Resta, allora, senso del tempo, che dandomi la misura
del passare
pronta mi fai a partire dove non arriverò.
Nei vapori mattutini riavvia la ruota Atene e sono anch’io
nel coro di voci e rumori a contrastare il coro improvviso
di antichissime cicale che grideranno
ancora insieme qui, solo loro…
Ma impigliata negli sterpi, la ciocca del dio
che ci corre nelle vene di dormienti inquieti che aspettano
di risalire per le giovani linfe che spargemmo
nella tua dura luce, nostro umano passare.

Ida Vallerugo
Stanza di confine
a cura di Anna De Simone
introduzione di Pierluigi Cappello
Crocetti Editore 2013

Vivi, se vuoi vivere

Ida Vallerugo

Ida Vallerugo

Vorrei pregare come imprechi tu
per i paesi bruciati della tua anima
e non vedi te fra le fiamme.
Ma forse ti senti incorruttibile.
E vorrei girare con te in quel porto
dove la nebbia confonde le navi partite e le mai salpate.
Mentre al buio vecchi immortali preparano le cataste,
nel sole i marinai gettano i berretti in aria
all’orizzonte la terra nuova.
Fiorita. Salda. Subito sparita.
Ida Vallerugo (Meduno, 1941), Stanza di confine (Crocetti, 2013)