Bibliotecario dell’effimero, qui è il regesto

Giuseppe Conte

Bibliotecario dell’effimero, qui è il regesto
di ciò che sa morire e sa tornare e
il cui passaggio non ha parole ma nidi e
vento: il cipresso, la quercia, l’acacia e le
rose rampicanti, e l’acanto. Abbiamo
dimenticato tutto – ma per che
cosa? Dimenticato l’estasi e l’attesa
dell’alba, il silenzio e l’urlo del fiore che vuole
sbocciare
Giuseppe Conte (Porto Maurizio, 1945) da L’oceano e il ragazzo (Rizzoli, 1983)

Energia mutabile

Giuseppe Conte

L’amore vero, tu lo sai, è volere
la gioia di chi non ci appartiene
è questo uscire, traboccare
da se stessi, come il sangue dalle vene
per un taglio, è l’irrinunciabile,
amore energia mutabile eterno bene.
Giuseppe Conte (Porto Maurizio, 1945), daFerite e riforniture (Mondadori, 2006)
– Consigliato da
Isabella Leardini

Essere collettivo

Giuseppe Conte

Secondo il Socrate di Valéry ciascun
uomo nasce plurimo e muore uno.
Goethe invece divenne invecchiando un
essere collettivo.
Ho traversato età, malattia, gioia,
libri, dolore, amore, mari.
Non sono ancora vecchio, né più
giovane, anche se del ‘62
conservo i silenzi e i desideri.
Chi sono stato? Chi sono?
Giusepe Conte, il bambino
bravo in matematica, in italiano,
debole al gioco del calcio, pieno di sogni,
l’adolescente sprezzante che baciò
Norma, che navigò da Le Havre
a Southampton nella tempesta?
Il marito che resta fedele
alla carne della sposa, il figlio
che vede il padre spegnersi, finire,
l’amico tumultuante, l’amante
freddo, retrattile, il viaggiatore
che conosce vulcani, deserti, oceani.
Coetaneo di Paride e di Elena
di Agamennone e di Clitennestra
di Omero, Hafis, Mohammed, Goethe e
Borges, chi sarò alla fine, in quanti
moriremo?

Il cellulare lasciato sul copriletto

Giuseppe Conte

Sibila il cellulare
lasciato sul copriletto
nella mia camera d’albergo
simile ad un insetto
levigato, ingigantito.
Mi risveglio e lo prendo.
E’ la voce che attendo.
Ti dico grazie, vita.
Domenica mattina
e tu mi sei vicina
da un mare all’altro mare
va chiara la tua voce.
Forse tu mi vuoi ancora.
Miracolo che continua.
Luce di un’altra aurora.