perché l’infinito arriva tardi

Giuseppe Condorelli

Giuseppe Condorelli

Perché l’infinito arriva tardi
nel delta delle strade,
sulla parola che divampa.
Il sangue risorto del mondo
coagula la sua
desinenza in nero
nella bocca dei cortili
dove fioriscono le storie
e la luna segna
il costato del sonno.
Ma le notti non finiscono
e il giorno non è mai
completamente nostro.
Da:Desinenza in nero(inedita)

stormiscono le nostre voci

Giuseppe Condorelli

Giuseppe Condorelli

Stormiscono le nostre voci
lungo i cavi. Ma nella notte
c’è una sfasatura
una piega del tempo
che le propaga oltre
le sequenze degli occhi
ed è per questo che il loro
calore rauco fugge
il rancore cablato del silenzio
e il sonno picchettato
delle luci gialle, in attesa
ai bordi del mattino.
Da:Desinenza in nero(inedita)

su chini di petri

Giuseppe Condorelli

Giuseppe Condorelli

Su chini di petri
i me casciola
supra ci scurrunu ciumi d’avvuli
ca fanu simenza di paroli.
No casciolu ci su l’occhi
di me patri e di me matri.
Tuttu chiddu ca m’arresta:
u tettu mottu do me armu.
Da: N’zuppilu n’nzuppilu (goccia a goccia) inedita