Nell’angolo

Giovanni Sato

Giovanni Sato

L’intreccio si sfa,
nell’angolo che accenna
fermo nell’ombra
delle cose sincere.
Quelle che non lasciano
passare l’ora
e non tradiscono mai
l’inizio del mattino.
Sembrano solo passi,
ma le mani sanno
dove tendere,
fra gli incavi addormentati
della città.
da CANZONI NEL MEZZO DELL’AMORE – SONGS IN THE MIDDLE OF LOVE

Noi e l’albero viaggiamo

Giovanni Sato

Giovanni Sato

Noi e l’albero viaggiamo
con la stessa linfa,
in corridoi stretti da limiti
con le mani che nascondono il volto
per non vedere.
Quel che varia è il movimento,
così lento e dolce,
dei rami e delle foglie,
e così disarmonioso
quello del nostro incedere
piegati al giogo
che la vita pone.
Solo è dato
al sogno di stupire,
col miraggio d’essere fuori
dal giro del dolore.
E porsi così
corpo d’albero,
tronco maestro
di una nave diretta
verso l’azzurro
puro dell’isola.

The Underground in Soliloquy

Giovanni Sato

Giovanni Sato

The underground in soliloquy
rises up in the evening among pauses
of watermoon bridges.
Reciting solos
of voices barely heard
from loves still watching themselves.
Beyond, shafts of light,
thunderous, tireless
without soul uncaring
alienated motors.
At last the kiss,
essence, happy sound
of suspended intimacies.
As long as it will be
or forever.

Transient Love

Giovanni Sato

Giovanni Sato

Transient love,
alternating brightness,
mute lamp
in the light of things.
Transient love,
all or nothing,
eruption of feelings
depending on the winds.
Transient love
constant presence
in the absence of the start,
where dawn calls
the moons to the other side.
Transient sense
in the turned around senses
of hearts in duos.
Of two roads at the intersection
in the circular world
where without thinking
by chance we meet.
Transient fate
walking at random with the mind.

Il tempo degli approdi

Giovanni Sato

Giovanni Sato

Varia,
nel tempo degli approdi,
il porto che accoglie
la chiglia composta
da marine abbacinate.
Specchi di noi stessi,
sull’acqua di maree
ritirate fra le lune.
Tocco di sogno e donne
che vanno nei silenzi,
segnando,
negli occhi di giada,
fili di sensi sospesi.
Giorni felici
in viaggi di poche righe:
fra le dune
le angosce sono grani
di nulla.

L’altrove

Giovanni Sato

Giovanni Sato

L’altrove ha un filo che m’insegue
da dentro a fuori
da qui a chissà dove.
È lì il punto,
del dove vorrei essere
invece che qui
dove sto sempre.
E sogno di andarmene
un giorno
In quell’altro-ve
immaginando chissà quali
cose in più potrei trovare che qui non ho.
Ma forse altrove è ora
qui in questo
minuscolo esistere,
in questo frammento,
dove respiro l’aria che respiro
ed è tutta mia
e posso volgere una preghiera
a chi mi ha fatto
e posso fare
qualcosa per qualcun altro.
Il filo ancora non si spezza
e continua a seguirmi
attaccato al centro
del mio pulsare
quasi fossi
come voi:
una stella,
in un universo di luoghi.