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Gerardo Passannante

Ma se pure restasse solamente
menzogna e derisione,
e domani, sommessa al tuo destino,
seguissi la tua via insieme a lui;
se pure, contro quanto oggi neghi,
cadrò dalla tua mente,
non basta l’illusione che mi hai dato
di resistere al monito del nulla,
non basta la certezza di saperti
una parte di me mai più recisa,
a dirmi che non tutto è stato vano
tranne la vanità di questo tutto?

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Gerardo Passannante

L’infimo stadio di una relazione
è certo quello in cui l’amore cessa.
Ché se crudele è il male che si rende
a chi una volta promettemmo gioia,
più delittuoso ancora
è domare un sentire irrequieto,
per rassegnarsi all’impoverimento
con cui, giorno per giorno,
la morte realizza dentro noi
il suo basso disegno.

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Gerardo Passannante

L’essenza di un amore è nei ricordi
che gli sono associati e che ridesta
un odore, una musica, un paesaggio,
un sapore, uno sfrego della cute.
Sono i rinvii che lo fanno vivo
e resistono ancora nell’assenza,
come un mattone sopravvive al sole
o l’esca fosforesce oltre la luce.
Ed è questa memoria, catturata
da una folla di specchi rifrangenti
ognuno una monadica parvenza,
che amiamo più della sorgente stessa.

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Gerardo Passannante

Oggi ho sperimentato,
io che di matematica so nulla
e non capisco un’acca della fisica,
niente niente il concetto di infinito.
Non perché cielo e lago
si specchiassero complici l’un l’altro;
non perché il treno andava
verso destinazioni che ignoravo;
e non perché le ciarle
della tua conoscente occasionale
fossero interminabili e abissali,
ma soltanto perché senza parlare
mi sedevi di fronte, e mi guardavi:
e ciò che si stagliava tra di noi,
quello era l’infinito!

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Gerardo Passannante

Quando non vedrò più le tue pupille,
sarò meno assetato di visioni;
quando non udrò più le tue inflessioni,
sarò più prigioniero dei rumori;
quando non gusterò più le tue guance,
il mondo sarà fatto inappetente;
quando non toccherò più le tue mani,
ritirerò le mie da altre offerte;
quando non sentirò più il tuo profumo,
l’olfatto sarà saturo di odori.
Quindi, tra l’indolenza
e la morte dell’anima
non resterà che un passo:
dopodiché, soltanto la memoria,
con la sua impietosa compagnia,
si frapporrà tra me e l’altra morte,
definitiva, eterna, della carne.

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Gerardo Passannante

Non una sola volta la mia voce
si è fatta impersonale in questi versi,
intesa ad evocare gesti e affetti
di un colloquio privato.
Pure, ogni volta che li ripercorro,
è come se una ferita antica
vi sciogliesse un dolore senza tempo:
e tutto quanto abbiamo sopportato,
gli obblighi e le rinunce,
il male che facciamo o riceviamo,
ci accomunassero fraternamente
a tutti quelli, come noi, gettati
in un mondo che offre per negare.
da INCONTRO (CANZONIERE PRIMO)

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Gerardo Passannante

E come crederei, in questo andare,
alla tua permanenza per la via,
se appena sei lontana
sorge il dubbio?
E come affermerei, in questo stare,
che la mia fiamma ti lambisca tutta,
se ogni guizzo di donna
la rinnega?
E come, tra sospetto e infedeltà,
giuriamo tutta-via sempiterna
una labile intesa fatta solo
di attimi?

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Gerardo Passannante

Separato da te per giorni e giorni,
ti inseguo col pensiero, e per fissarti
ti proietto nei luoghi più diversi.
Quando infine un bagliore
mi ridà il tuo indirizzo:
e scopro che quei siti materiali,
e la persona tua che li percorre,
non sono che prodotti della mente:
e per averti quindi non mi occorre
uscire da me stesso.