Una chiarezza quasi feroce

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

Non mi piace chi entra a piccoli passi,
mi piace venire all’ osso,
nella buca, in trincea, voglio una ferocia,
un pugno in faccia,
mi piace chi mi porta al centro delle cose,
non ce la faccio a girare intorno,
mi stancano gli indugi,
le manfrine,
voglio essere scavato,
le cose lievi non le sento,
la dolcezza va bene
quando è improvvisa,
mi snerva la lentezza,
io vado contro la lentezza,
contro la pazienza, mi piace la vita
scossa, il cuore amaro.
Dopo le grandi sventure
gli uomini hanno il cuore più chiaro.

Che cosa c’è dietro lo sterno

Franco Arminio

 

Franco Arminio

 

C’è un piccolo lupo di pietra
dietro lo sterno,
lo vedi in momenti rarissimi della vita,
e forse quando muori torna in compagnia
perché tutta la carne diventa fredda
e a tutto il mondo hai detto addio,
ma ora quel piccolo lupo
chiede una carezza,
chiede di essere avvistato.
Fuori piove, il cielo è nero,
anche gli altri hanno un piccolo animale
dietro lo sterno.

Il mondo è qui dove siamo

Franco Arminio

Franco Arminio

Il mondo è qui dove siamo
non un centimetro dietro
non un centimetro avanti.
oggi se fossi finito all’obitorio
avrei avuto il cuore fermo
e occhi senza sangue.
concediamoci
la gioia di soffrire
di metterci il cappotto
di accendere una lampadina.
il lamento è il nemico che ci ha invaso
la scontentezza è lo strozzino
che si è seduto a capotavola.
non lasciamoci ingannare dagli infelici.
una mezz’ora di questo freddo
e di questa amarezza
vale più dei loro affari.
non devi più nasconderlo
il miracolo della mia salute
e voi non nascondete il vostro.
Franco Arminio (Bisaccia, 1960), da Stato in luogo (Transeuropa, 2012)