Solo te

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Il cielo si porta nel cinto di nuvole
La luna ricurva.
Sotto la forma di falce
Io voglio riposarti in mano.
Sempre devo fare come vuole la tempesta,
Sono un mare senza riva.
Ma poiché tu cerchi le mie conchiglie,
Mi si illumina il cuore.
Stregato
Giace sul mio fondo.
Forse il mio cuore è il mondo,
Batte –
E cerca ancora te –
Come ti devo invocare?

David e Gionata

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

O Gionata, io impallidisco nel tuo grembo,
Il mio cuore cade solenne in scure pieghe;
Nella mia tempia assisti tu la luna,
Tu devi conservare l’oro della stella.
Tu sei il mio cielo, tu il mio compagno d’amore.
Dall’orlo il freddo mondo ho guardato
Di lontano soltanto nel ruscello…
Ma ora che mi cade dagli occhi,
Sciolto dal tuo amore…
O Gionata, prendi tu la lacrima regale,
Brilla tenera e ricca come una sposa.
O Gionata, sangue del dolce fico,
Pendente odoroso al mio ramo,
Anello nella pelle del mio labbro.

Amore

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Sai che nella mia selvaggia fantasia
Tu sei legato…
Perché tu mi possa vincere con i baci,
Nelle notti nere, presto all’alba.
Sai dove fioriscono gli anemoni,
Scintillanti di rosso come un mare di fuoco
Ho guardato nel fondo dei calici
Mai più lascerò il peccato.
E fosse anche pieno di lacrime –
E tu morissi nella mia vampa ardente …
Il mio inferno cela il tuo regno dei cieli,
Ah, possa tu dissolverti nel mio sangue.

Reliquia

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Brucia una stella a festa…
Un angelo l’ha accesa per me.
Non ho mai visto la nostra santa città nel Signore,
Mi chiamava spesso nel sogno del vento.
Io sono morta, i miei occhi brillano lontano,
Il mio corpo crolla e la mia anima sbocca
Nelle lacrime del mio orfanello,
Di nuovo seminata nel suo tenero centro.

Il mio piano azzurro

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

A casa ho un piano azzurro,
Ma note non conosco.
Sta all’ombra della porta della cantina
Da quando il mondo è perduto.
Lo suonano quattro mani di stelle
– La Donnaluna cantava nella barca –
Ora danzano i ratti nel cigolio.
Rotta è la tastiera…
Io piango l’azzurra morta.
Ah, caro angelo, aprimi
– Il pane amaro ho mangiato –
Nonostante il divieto
A me viva la porta del cielo.

Il mio popolo

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

La roccia è fradicia
Da cui sgorgo
E i miei inni innalzo a Dio…
All’improvviso cado a precipizio dal corso
E fluisco in me
Lontano, sola sopra lamentosa pietra
Verso il mare.
Mi sono scorsa
Dal mosto-fermentato
Del mio sangue.
E ancora, ancora l’eco
In me,
Quando orribile verso oriente
La roccia d’ossa fradicie,
Il mio popolo,
Grida a Dio.

Ascolta

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Io mi prendo nelle notti
Le rose della tua bocca,
Che nessun’altra ci beva.
Quella che ti abbraccia
Mi deruba dei miei brividi
Che intorno al tuo corpo io dipinsi.
Io sono il tuo ciglio di strada.
Quella che ti sfiora
Precipita.
Senti il mio vivere
Dovunque
Come orlo lontano?

Segretamente di notte

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Ho scelto te
Tra tutte le stelle
Sono sveglia – fiore in ascolto
Nel fogliame ronzante
Le nostre labbra stilleranno miele,
Le nostre notti scintillanti sono sbocciate.
Al beato splendore del tuo corpo
Il mio cuore accende i suoi cieli
Dal tuo oro pende ogni mio sogno,
Ho scelto te tra tutte le stelle.

A Dio

Else Lasker-Schüler

Else Lasker-Schüler

Tu non impedisci le buone e le cattive stelle;
Tutti i loro capricci hanno corso.
Sulla mia fronte il solco duole,
La profonda corona dalla luce tetra.
E il mio mondo tace –
Tu non impedisti il mio capriccio.
Dio, dove sei?
Vorrei origliare al tuo cuore,
Con la tua estranea vicinanza scambiarmi,
Quando auro-trasfigurate nel tuo regno
Dalla mille-beata luce
Tutte le buone e le cattive fonti scrosceranno