Bert Kessler

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Colpii l’ala dell’uccello,
benché volasse verso il sole al tramonto;
appena echeggiò lo sparo, si levò
sempre più alto tra sprazzi di luce dorata,
finché si rovesciò a capofitto, le penne arruffate,
qualche piuma sospesa nell’aria,
e cadde come piombo sull’erba.
Feci qualche passo, scostando i cespugli,
finché vidi uno schizzo di sangue su un tronco
e la quaglia riversa tra le radici fradice.
Allungai la mano, non c’erano rovi,
ma qualcosa la punse e la trafisse e la gelò.
E poi, in un baleno, scorsi il serpente a sonagli –
le grandi palpebre sugli occhi gialli,
la testa arcuata, affondata nelle spire,
un viluppo schifoso, color cenere,
o di foglie di quercia sbiadite sotto strati di foglie.
Restai impietrito mentre si ritraeva e srotolava
e cominciava a strisciare sotto il tronco,
poi mi afflosciai sull’erba.

Wendell P. Bloyd

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Prima mi accusarono di condotta molesta,
non essendoci leggi contro la bestemmia.
Poi mi rinchiusero in manicomio
e fui ammazzato di botte da un sorvegliante cattolico.
Il mio torto fu questo:
dissi che Dio mentì ad Adamo e lo destinò
a vivere una vita da sciocco,
ignaro del male come del bene del mondo.
E quando Adamo gabbò Dio mangiando la mela
e scoprì la menzogna,
Dio lo cacciò dall’Eden per impedirgli di cogliere
il frutto della vita immortale.
Ma, Cristo! voi gente di buon senso,
ecco cosa dice Dio stesso nel libro del Genesi:
“E il Signore Iddio disse, ecco che l’uomo
è diventato come uno di noi” (un po’ d’invidia, vedete),
“a conoscere il bene e il male” (Smascherata la balla che tutto è bene);
“e allora, per paura che allungasse la mano a prendere
anche dall’albero della vita e ne mangiasse, e vivesse in eterno,
il Signore Iddio lo cacciò dal giardino dell’Eden”.
(A me pare che la ragione per cui Dio crocifisse il proprio Figlio
per uscire da quel brutto imbroglio, sia che questo è proprio da par suo.)

Carl Hamblin

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

La rotativa del “Clarion” di Spoon River fu distrutta,
e io impeciato e impiumato,
perché il giorno che gli Anarchici furono impiccati a Chicago pubblicai questo:
“Ho visto una donna bellissima con gli occhi bendati
sui gradini di un tempio di marmo.
Una grande folla le passava dinanzi,
i volti imploranti alzati verso di lei.
Nella sinistra impugnava una spada.
Brandendo quella spada,
colpiva ora un bimbo, ora un operaio,
ora una donna in fuga, ora un pazzo.
Nella destra teneva una bilancia:
nella bilancia venivano gettate monete d’oro
da chi scampava ai colpi della spada.
Un uomo in toga nera lesse da un manoscritto:
“Non guarda in faccia nessuno”.
Poi un giovane con berretto rosso
le fu accanto con un balzo e le strappò la benda.
Ed ecco, le ciglia erano state corrose
dal marcio delle palpebre;
le pupille bruciate da un muco lattiginoso;
la follia di un’anima morente
era scritta su quel volto-
allora la folla capì perché portasse la benda

Dipplod l’ottico

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

– Che cosa vedi adesso?
Globi rossi, gialli, viola.
Un momento! E adesso?
Mio padre, mia madre e le mie sorelle.
Sì! E adesso?
Cavalieri in armi, belle donne, volti gentili.
Prova queste.
Un campo di grano – una città.
Molto bene! E adesso?
Molte donne con occhi chiari e labbra aperte.
Prova queste.
Solo una coppa su un tavolo.
Oh, capisco! Prova queste lenti!
Solo uno spazio aperto – non vedo niente in particolare.
Bene, adesso!
Pini, un lago, un cielo estivo.
Così va meglio. E adesso?
Un libro.
Leggimene una pagina.
Non posso. I miei occhi sono trascinati oltre la pagina.
Prova queste.
Profondità d’aria.
Eccellente! E adesso?
Luce, solo luce che trasforma tutto il mondo in un giocattolo.
Molto bene, faremo gli occhiali così.-

Fleicher McGee

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Mi prese la forza minuto per minuto,
mi prese la vita ora per ora,
mi prosciugò come una luna accesa dalla febbre
essicca il mondo nel suo giro.
I giorni passavano come ombre,
i minuti rotavano come stelle.
Mi prese la pietà dal cuore,
e la tramutò in sorrisi.
Era un pugno di creta da scultore,
e i miei pensieri segreti erano dita:
volavano dietro la sua fronte pensosa
e la solcavano in profondo con la pena.
Fissarono le sue labbra, afflosciarono le sue gote,
abbassarono i suoi occhi col dolore.
La mia anima aveva penetrato la creta,
lottando come sette demoni.
Non era mia, non era sua;
lei la teneva, ma queste lotte
plasmarono un viso che lei odiava,
e un viso ch’io temevo di vedere.
Colpii le finestre, scossi i paletti.
Mi nascosi in un angolo –
E poi lei morì e mi perseguitò col suo spettro,
e mi perseguitò finché non fui morto.

Francis Turner

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Non potevo correre o giocare
da ragazzo.
Da uomo potevo solo sorseggiare dalla coppa,
non bere –
perchè la scarlattina mi aveva lasciato il cuore malato.
Ora giaccio qui
confortato da un segreto che nessuno tranne Mary conosce:
c’è un giardino di acacie,
di catalpe, e di pergole dolci di viti –
là quel pomeriggio di giugno
al fianco di Mary –
baciandola con l’anima sulle labbra
all’improvviso questa prese il volo.

Frank Drummer

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Fuori di una cella in questo spazio oscurato –
la fine a venticinque anni!
La mia lingua non riusciva a pronunciare ciò che si agitava dentro di me
e il villaggio mi prese per matto.
Eppure all’inizio c’era una visione chiara,
un alto e urgente proposito nella mia anima
che mi spingeva a cercare di imparare a memoria
L’Enciclopedia Britannica!.

Griffy il bottaio

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

Il bottaio deve intendersi di tinozze.
Ma io conoscevo anche la vita,
e voi che vi aggirate fra queste tombe
credete di conoscere la vita.
Credete che i vostri occhi spazino su un largo orizzonte, forse,
in realtà state solo guardando le pareti della tinozza.
Non potete sollevarvi ai suoi orli
E vedere il mondo esterno delle cose,
e così vedere voi stessi.
Siete sommersi nella vostra tinozza –
Tabù e regole e apparenze,
sono le droghe della vostra tinozza.
Spazzatele e rompete l’incantesimo
Di credere che la vostra tinozza è la vita,
e che voi conoscete la vita!

Il dr Siegfied Iseman

Edgar Lee Masters

Edgar Lee Masters

-Io dissi, quando mi diedero in mano il diploma,
io dissi a me stesso: sarò buono
e saggio e coraggioso e utile al mio prossimo;
dissi: porterò il credo cristiano
nella pratica della medicina!
In qualche modo il mondo e gli altri medici
sanno cosa c’è nel tuo cuore non appena prendi
questa nobile decisione.
E il fatto è che ti fanno morire di fame.
E nessuno viene da te se non i poveri.
E tu scopri troppo tardi che fare il dottore
è solo un modo per guadagnarsi da vivere.
E quando sei povero e devi portare
il credo cristiano e una moglie e i figli
tutto su di te, è troppo!
E’ per questo che inventai l’Elisir di Giovinezza,
che mi spedì nella prigione di Peoria
bollato come imbroglione e truffatore
dall’integerrimo Giudice Federale!