Carnificazione. contatto n°0

Christian Sinicco

Christian Sinicco

Carnificazione. contatto n°0
Mai immaginato avrei mai mai che il naso
un giorno avrebbe offeso l’occhio, l’occhio
nel vuoto avrebbe paralizzato i suoi tic
Mai immaginato avrei mai che quei denti
potessero ringhiare alla propria mano, la mano
destra un giorno accoltelasse la sua sinistra
Mai immaginato avrei l’anima mia finisse
per sgusciare la sua testa, la testa
un giorno si sarebbe scontrata con le ginocchia
mai eppure è successo che il corpo di tutti
s’issasse sulla croce con le sue stesse vene, le vene
blu di ogni uomo votassero il proprio collasso!
le vene blu di ogni uomo votassero il proprio
collasso! il blu di ogni uomo votasse: collasso!
Dome Bulfaro (Bordighera, 1971), da Ossa carne(Dot.Com Press–Le voci della Luna, 2012; https://www.youtube.com/user/domebulfaro)

Il salmo di Marijana alla figlia Sara

Christian Sinicco

Christian Sinicco

presso l’acquasantiera col dragone,
sotto le teste di serpente sul rosone
avvicinati alle campane, battile per quattro volte,
solleva l’icona della vergine, sollevati dagli uomini in nero,
e bagnati la fronte di acqua come i delfini
sulle spalle di una ragazza tatuata che si fa il segno
trasforma in roccia i serpenti sotto il sole
sul rosone che la mattina si ribella al bianco,
inghiottendo i veleni del mondo,
combatti dolcemente per dare senso
e porta la mia richiesta, anche il suo pudore,
sulle spine del capitale come susini e uva –
gustano la tua bocca, ascolteranno la libertà
e il sapore quando sanguinano le labbra
Christian Sinicco (Trieste, 1975), daBallate di Lagosta (CFR, 2014)

lina la mia ultima ora è già suonata

Christian Sinicco

Christian Sinicco

[lettera intercettata dalla censura]
lina la mia ultima ora è già suonata
quando sarai in possesso di questa mia lettera
il mio corpo sarà già freddo e cadavere
tu già sai il mio debole senso
già tu sai che fui accaduto
due volte sotto le granate
del barbaro nemicho
io fanciullo troppo debole
non conoscendo il grande pericolo
mi venne il pensiero
di scavalcare la frontiera
e farmi prigioniero
ma echo mentre scavalcai
io fui perseguitato
da persone vile i quali
dopo daver praticato tutto
mi fu dato la tremenda sentenza
della fucilazione alla schiena
dunque questa gente incosciente
in chuesto mondo esiste
mi anno dato venti minuti
di scrivere per ammunicando
ai miei cari la tremenda sciagura
sopra di me piantata
mia cara
si maledisca il nostro destino
che sensa fondo e sensa confino
nero esterno e nesurabile
a voluto essere oroso
preparandomi a un abisso spaventoso
in mezzo ha chuesto trovo forza di dire
non imprecare o cara se dio con lui
mi vuole è perché lui mi vuole bene
e che mi ama e che non vuole che le mie
sofferenze siano delugate
rasegnati alla mia brutta sorte
consola i miei cari genitori
se un altro ideale per te è preparato
vogliale bene al pare del mio ma
ricordami sempre nelle tue preghiere
ora mia cara non posso derempermi
e guardo la didietro la sentenza
mi aspetta con gelido sudore
che sono circondato
ricordami sempre nelle tue preghiere
Giuseppe Nava (Lecco, 1981), da Esequzioni (Esizioni D’If, 2013)
– consigliato da
Christian Sinicco