9 giugno

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Come a parlare di marchingegni spaziali
E di tutte le parole più lunghe del mondo
Fare i corsi e gli amici
E imparare a ricucire anche gli strappi più vecchi
Ho messo quasi tutto a posto
Ma solo per non confessarmi che
Che ci vuole niente
A dire che mi sento a metà forse anche meno
Ma resto lontanissima da tutto un ricordo.

Qui non servono i vestiti

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Qui non servono i vestiti
e le vocali e neanche troppi discorsi
c’è più silenzio che gente
nelle acque termali della Slovenia
che profumano e fumano fuori
fa freddo ma non se ne accorgono
sarà la guerra o la mestizia
della dogana che svetta obsoleta,
abbiamo preso i documenti stropicciati
nei dieci metri della terra di nessuno.

11 luglio

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Cosa avreste fatto voi
fermàti nel punto più buio nel tunnel
scoloriti e sordi
a dire cosa era successo
se sezionarsi non serve e
non basta cadere e imparare
e ogni mattina è tornare a scoprire
cosa è rimasto e cosa c’è da salvare.

12 giugno

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Ridevi e prendevi le ultime cose,
dici grazie e mi chiedi stasera,
prendevi i pannelli del letto e di tutto
è rimasto solo niente e solo la stanza vuota
finiti i richiami condominiali del nascondino
il pane e miele di due anni andati persi
e sei uscita lasciando le chiavi
spaiate tutte uguali per darle alla prossima
pantaloni lunghi e le scarpe come le mie
nel tacchettio del cortile ci sono anche io che
per ora non piango e non rido
io
resto col mio rancore e scrivo subito questa poesia.

20 settembre

Chiara Bernini

Chiara Bernini

c’eravamo tanto sbagliati
uguali nell’entrare e nell’andarcene
perfettamente coordinati i movimenti questa volta
nessuno che abbia da ridire
neanche da appellarsi al cielo
e ai tempi sempre confusi forse i posti
ma non era neanche quello-era soltanto
l’irriducibile rarità del potersi innamorare
le congiunzioni astrali mancate
una collana di colpi a vuoto contro il cuore.

25 mag

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Una domenica sera qualsiasi
Che mi metto sul divano senza niente in mano
Con tutte le cose vicine per non dovermi alzare
Cominciano a bruciarmi gli occhi (e sarà la luce di oggi)
Mi dico e mi giro e rigiro tutte le mie parole
Mi sposto gli oggetti addosso per non vedere
Che non sono stata io a volere e non volere
Che ho la testa fra le mani da quando ci sono
E che domani mi sembra già sbagliato.

6 aprile

Chiara Bernini

Chiara Bernini

E’ arrivata con le solite pose
La primavera sempre uguale come il natale
A sanare gli strappi e gennaio
Se ne è andato anche lui in sordina
La samarcanda delle stagioni continua
A far festa innocenta e sporca
Le poche convinzioni che abbiamo inventato
In fretta -posticce carezze e abbracci sempre meno-
Ma qui si continua a far danza.

7 maggio

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Come si fa a vederti e non stare bene
Dirti che il cielo diventa rosso
E vedere come il tramonto non sa tradirti
Nella perfezione perfetta della tua posa
Con quale precisione sei fatta a forma qualsiasi
Ti delinea una mano di rabbia
Prospettiva di tutte le cose difficili
Anche le finestre che non si chiudono più
Anche a maggio mese bastardo e insolente.

9 agosto

Chiara Bernini

Chiara Bernini

Come faccio a stare tranquilla se
oggi sono e non sono qui o altro
altra da me quasi
spezzarmi
(è) ricompormi
incontrarti per strada è impossibile (un miracolo)
finzione normale l’incontro dei tempi facile
come fosse l’alba che sorge e non io,
voglio un rispetto ossequioso se parliamo del nulla
e non mi si chieda di stare tranquilla prima di dormire
non mi si guardi più in quel gesto
di lutto distante e empatia,
non mi si dica che sono adorabile.