Caro male

Chandra Livia Candiani

Chandra Livia Candiani

Caro male,
non ti chiedo ragioni
è questa la legge di ospitalità,
ti tengo come una piuma
anche quando sei montagna scottante,
ti sfioro con la tenerezza
dell’assenza di medicina
nell’urgenza della vita
che si sfoglia.
Ti do riparo
proprio a te che mi scoperchi.
Non ti voglio bene male
ti so sapiente ti tengo d’occhio
e nido sono
di te che mi assapori
e poi sputi il nocciolo,
levigata smemorata
nasco da te
delicata come un sorso
feroce come un numero
in attesa
come la lavagna
a scuola.
Scrivimi.
Chandra Livia Candiani (Milano, 1952), da Fatti vivo (Einaudi, 2017)
– consigliato da
Rossella Renzi

Certe mattine

Chandra Livia Candiani

Chandra Livia Candiani

Certe mattine
al risveglio
c’è una bambina pugile
nello specchio,
i segni della lotta
sotto gli occhi
e agli angoli della bocca,
la ferocia della ferita
nello sguardo.
Ha lottato tutta la notte
con la notte,
un peso piuma
e un trasparente gigante
un macigno scagliato
verso l’alto
e un filo d’erba impassibile
che lo aspetta
a pugni alzati:
come sono soli gli adulti.
Chandra Livia Candiani (Milano, 1952) La bambina pugile, ovvero La precisione dell’amore (Einaudi, 2014)

L’universo non ha un centro

Chandra Livia Candiani

Chandra Livia Candiani

«L’universo non ha un centro,
ma per abbracciarsi si fa cosí:
ci si avvicina lentamente
eppure senza motivo apparente,
poi allargando le braccia,
si mostra il disarmo delle ali,
e infine si svanisce,
insieme,
nello spazio di carità
tra te
e l’altro».
Chandra Livia Candiani (Milano, 1952), La bambina pugile ovvero La precisione dell’amore (Einaudi, 2014)