L’ultimo giorno dell’anno

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

L’ultimo giorno dell’anno
non è l’ultimo giorno del tempo.
Altri giorni verranno
ed altre cosce e ventri ti comunicheranno
il calore della vita.
Bacerai bocche, strapperai lettere,
farai viaggi e tanti festeggiamenti
di compleanni, laurea, promozioni, gloria,
una morte dolce con sinfonie e cori,
tanto che il tempo sarà colmo
e non sentirai il clamore,
gli irreparabili ululati
del lupo, nella solitudine.

Lettera

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

È molto tempo, si, che non ti scrivo.
Sono invecchiate tutte le notizie.
Sono invecchiato anch’io: guarda, in rilievo,
questi segni su di me, non delle carezze
(così leggere) che mi facevi in viso:
sono ferite, spine, sono ricordi
lasciati dalla vita al tuo bambino, che al tramonto
perde la sapienza dei bambini.
La mancanza che ho di te non è tanto
all’ora di dormire, quando dicevi
“Dio ti benedica”, e la notte si spalancava in sogno.
E quando, allo svegliarmi, vedo a un angolo
La notte accumulata dei miei giorni,
e sento che sono vivo, e che non sogno.

Canzone amica

Carlos Drummond de Andrade

Carlos Drummond de Andrade

Io preparo una canzone
in cui mia madre si riconosca,
tutte le madri si riconoscano,
e che parli come due occhi.
Cammino per una strada
che passa per molti paesi.
Se non mi vedono, io vedo
e saluto vecchi amici.
Io dissemino un segreto
come chi ama o sorride.
Nella maniera più naturale
due affetti si cercano.
La mia vita, le nostre vite
formano un solo diamante.
Ho imparato nuove parole
e ne ho rese altre più belle.
Io preparo una canzone
che faccia risvegliare gli uomini
e addormentare i bambini.