okay

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

non c’è poi una differenza
tra il palcoscenico di luce
e il deposito delle marionette
certo
i vestitini sono di repertorio
la meraviglia di una morte aperta
come il libro della sapienza
non può mancare
ma… giù il sipario
sai… si sta bene qui
in questa
ovatta qui
si sta proprio okay
da FACCINA

papà…

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

papà…
se sapessi…
il tuo orologio mi funziona…
come dirtelo piano
all’orecchio
da vecchie foto aeree
sorreggendoti le palpebre…
trascinarti a me
nella pianura dell’oro
e lentamente
togliere le ossa
all’ora
rimanendo figlio
dentro
e al polso la tua voce

Polpa

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

bosco che s’inclina
una strada d’acqua
sottovento
chiedimi tenacia
tra le foglie della trafittura
e fiorisci tutta vicinanza
orlo di nuvola
oltre le mura
della città antica
versami la polpa di ciliegia
rossa rossa
il nettare sul petto
così sangue pare
tra le dita premute
il groppo lucido dei frutti
mentre sorridi
e accenni nel morso
un’infinita accoglienza di dolore
da STANZE D’ARGILLA

potessi venire a prenderti…

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

potessi venire a prenderti
anche senza braccia come un avanzo
brandelli di carne
sibilando un cambio di destino
oh se venissi a prendermi un sabato sera
starti lì a parlare spiegarti la morte
o meglio farti capire cos’è
quella luce in camera mia
trasformandoci identici
unico sangue piange un amico
il frutto della polvere antico petalo
amore rapidamente in trionfo
tonfo del ghiaccio si sente
portandomi una bianca bara la mente
oh venissi a prendermi stasera
troveresti il pacco pronto
una valigia di fortuna
con la vergogna di una paura grigia

Regala ciò che non hai…

Alessandro Manzoni

Alessandro Manzoni

Occupati dei guai, dei problemi
del tuo prossimo.
Prenditi a cuore gli affanni,
le esigenze di chi ti sta vicino.
Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi,
la speranza che senti vacillare in te,
la fiducia di cui sei privo.
Illuminali dal tuo buio.
Arricchiscili con la tua povertà.
Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere.
Produci serenità
dalla tempesta che hai dentro.
“Ecco, quello che non ho te lo dono”.
Questo è il tuo paradosso.
Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te,
invaderà il tuo essere,
diventerà veramente tua nella misura
in cui l’avrai regalata agli altri.