La tua voce in dattili sanguinosi sorge..

Antonio Gamoneda

Antonio Gamoneda

La tua voce in dattili sanguinosi sorge dalle sostanze distribuite sul mare
e il suo metallo vola in circoli, vola con ali velenose su questo corpo già dorato, già cieco in frutti troppo dolci.
Il cotone, più verde dei lampi dell’infanzia, esala auguri che rabbuiano la descrizione del mare, la descrizione del mare sotto occhi senza
[misericordia.
E gli oli femminili bruciano durante la celebrazione dell’estate.
Questo è il giorno del calore. Ai piedi del muro desiderato da un solo uccello –quello che porta le lacrime nelle serate fastidiose- guarda le urne del
[sale, l’ossidazione svelta degli alberi, la lunghezza mortale delle bandiere.
C’è negazione: ferite, liquidi che provengono dal disprezzo, labbra sulle spalle delle tue figlie.
Oscenità, dolcezza funebre, chi non beve dalle tue mani gialle?
In questo brano, proveniente sempre da Descrizione della menzogna, la voce si disfa «in dattili sanguinosi», risorgendo dalle misteriose «sostanze distribuite sul mare»; diventa un metallo che «vola in circoli, vola con ali velenose su questo corpo già dorato, già cieco in frutti troppo dolci». Così l’autore continua nella sua analisi della mistificazione, e la memoria torna a essere materica, come «il cotone, più verde dei lampi dell’infanzia». Tutto è descritto «senza misericordia» ma con umana partecipazione alla complessità del reale: «l’ossidazione svelta degli alberi, la lunghezza mortale delle bandiere».
(Alberto Pellegatta)