Lingua

Antonella Anedda

Antonella Anedda

Non hai bara da trascinare sulla neve
ma un cane che trema nel buio.
Madre-lingua sei triste
l’aglio si fa nero nel rame
il rombo dal camino sale.
I venti si confondono
Eolo soffia e Babele vive.
Figlia-lingua: scricchioli a ginepro.
Il tuo brivido alla nascita
è un frammento di tempesta tra i pianeti
e le nuvole, le nuvole ciecamente corrono
cancellando dai cieli ogni genealogia.
Antonella Anedda (Roma, 1955), daDal balcone del corpo (Mondadori, 2008)
– consigliato da
Maria Borio