Futuro

Antonella Anedda

Antonella Anedda

Mia madre partorì a dicembre. La neve cadeva nel fiume.
Alla fine del mese l’acqua gelò sui pesci. Mi mostrarono a tutti
perché non ero morta:«…la toglieremo a pezzi, un braccio e
una gamba incastrati, forse incompiuti».
Di quel tempo resta solo un richiamo come un sibilo interno:
tornare in quel ventre con mia figlia, testa in giù, corpo
informe, due cordoni di carne intorno al collo.
Via da dicembre, dal fiume trasparente
indietro e indietro verso l’inconcepito
l’inizio aprile del nulla.
Antonella Anedda(Roma, 1955), daIl catalogo della gioia(Donzelli, 2003)