Ballata

Ana Blandiana

Ana Blandiana

Non ho un’altra Ana,
mi muro da me,
e chi può dirmi che è sufficiente,
se il muro non crolla da sé,
ma per l’urto e il capriccio
di un bulldozer sonnambulo
che avanza stolido nell’incubo.
E continuo a murare
come se costruissi un onda,
il secondo giorno ancora,
il terzo giorno ancora,
il quarto giorno ancora,
destinato a franare sulla sponda;
e continuo a murare,
oh, calcina
e mattoni
e, senza macchia,
una creatura
a impalcatura
del sogno infame:
Non ho un’altra Ana
e me perfino
sempre più di rado
ho.