L’agonia

Allen Ginsberg

Allen Ginsberg

Allen Ginsberg sta morendo
È su tutti i giornali
tutti i telegiornali della sera
un grande poeta sta morendo
Ma la sua voce
non morirà
La sua voce è sulla terra
a Lower Mahattan
nel suo letto
sta morendo
Non c’è niente
da fare
Muore la morte che ognuno
muore
Muore la morte del poeta
Ha un telefono in mano e chiama tutti
dal suo letto in Lower Manhattan
In tutto il mondo
a notte fonda
il telefono trilla
“Sono Allen” dice la voce
“Sono Allen Ginsberg”
Quante volte l’hanno sentita
nei lunghi nei grandi anni
È superfluo che dica Ginsberg
In tutto il mondo
nel mondo dei poeti c’è un solo Allen
“Volevo dirvi” dice
Dice loro cosa sta succedendo
Cosa sta per scendere su di lui
Che la morte, l’oscura amante
scende su di lui
Via satellite la voce va sulla terra
sul Mare del Giappone
dove una volta si erse nudo
tridente in pugno
come un giovane Nettuno
giovane barbanera
ritto su una spiaggia di pietre
c’è l’alta marea e gli uccelli stridono
Le onde si rompono su di lui adesso
e gli uccelli stridono dolenti
Sul lungomare a San Francisco
c’è vento forte
Marosi spumeggianti
fustigano l’Embarcadero
Allen è al telefono
la sua voce è sulle onde
sto leggendo poesia greca
C’è dentro il mare
E cavalli che piangono
I cavalli di Achille
che piangono
qui lungo il mare
a San Francisco
dove le onde piangono
Emettono un suono sibilante
un suono sibillino
Allen sussurrano
Allen