Non c’è verso

Alessia Iuliano

Alessia Iuliano

Sono fragili le frontiere
dell’Africa maghrebina
liquide come il sangue
che oggi dissolve dittature
e nelle vene del mare
fa scorrere barche di fuga
ricerca/angoscia di salvezza.
Africa madre terra
Mediterraneo altro genitore
da sempre vegliate su figli
che hanno secchezza di gola
miserie di fame e sete
per aridità d’anima
che è vento di sabbia al futuro.
Oggi la rabbia avvampa
tra fuochi beduini
di carovane e tende al deserto
tra focolari di tetti infuocati di huria
da Algeri a Bengasi al Cairo
voglia di uguaglianza
conquista di cielo in terra
oltre le promesse di Allah.
Mercenari di guerre fallite
hanno mani di rapina
e cuore barbaro crudele
sordo e cieco alle ragioni di rivolta
greggio dell’anima
che infiamma Tripoli.
Tirannia accresce l’agonia.
La guerra è furia assassina
madre detestata rifiuta i figli
sfonda le porte
sventra donne e case
e tormenta gli uomini
con ripetute stagioni di dolore.
Non c’è verso
ad invocare pace
con parole doppie
abusive del senso del cielo
fosco ostile violento
tonante di corse di uccelli di fuoco
angeli di ogni maledizione.