Luglio

Adam Zagajewski

Adam Zagajewski

Luglio, i merli hanno ormai smesso di cantare.
Sono seduto su una panchina sulla riva
di un fiume lento,
sento la lite piena d’odio di due amanti
che non conosco né mai conoscerò.
Gli sportivi sudati corrono per il viale.
Indifferentemente luccica il sole del mattino
sulla scura acqua tranquilla
che è la personificazione della passività.
Un ragazzino porta una busta di plastica
con la sfolgorante scritta Men’s Health.
Le anime non s’incontrano quasi mai,
i corpi combattono l’uno con l’altro sotto
la cortina della tenebra.
A notte giunge la pioggia delicata come un haiku.
All’alba balbettano sulla città lievi campane.
Finché noi siamo vivi.